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Cercasi spinta dalla FED

Pierluigi Gerbino
·3 minuto per la lettura

Sono ormai parecchie sedute che il mercato azionario globale, comandato dall’indice americano SP500, deve prendere una decisione direzionale e dirci se intende correggere i forti eccessi accumulati in novembre, ormai diventati divergenti, oppure buttare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo della ragione, per proseguire con un nuovo impulso rialzista la salita verso il cielo di nuovi massimi storici. E’ qualche seduta che descriviamo una sorta di ping-pong tra l’area di resistenza, che per SP500 è intorno ai 3.700 punti, superati solo di poco, quando ha realizzato il suo ultimo massimo storico a 3.712 il giorno 9 dicembre, e quella di supporto, che è rappresentata da quei 3.645 punti, raggiunti per la prima volta il giorno dei vaccini, l’ormai lontano 9 Novembre scorso. Quel livello ha contenuto la spinta rialzista per il resto del mese di novembre ed è stato scavalcato la prima seduta di dicembre. Da allora ha fatto da supporto, favorendo il recupero di venerdì scorso, quando l’indice diede una prima impressione di voler correggere e la smentì nella seconda parte della seduta.

Abbiamo raccontato ieri che lunedì il mercato ha raggiunto di slancio la resistenza, ma è stato respinto, per tornare, guarda caso, sul supporto di 3.645 e dare l’impressione di voler fare quel che venerdì è stato evitato, cioè l’avvio della tanto attesa e necessaria correzione.

Invece anche ieri è arrivato il contrordine e l’indice americano ha recuperato tutto il terreno perso lunedì, per chiudere la seduta di nuovo vicino alla resistenza di area 3.700 (per la precisione a 3.695, +1,29%) e riproporci il dilemma se oggi darà un segnale rialzista riuscendo a sfondarla, oppure ancora una volta ripiegherà sul supporto.

Proviamo a chiederci che cosa potrebbe fargli prendere la decisione.

Dal fronte pandemico in USA le cose non vanno per nulla bene. Ieri è arrivata la notizia del massimo storico di contagi quotidiani a quota 248.000. Sono ormai 13 giorni che i contagi quotidiani sono superiori a 200.000 e anche le ospedalizzazioni crescono ed hanno raggiunto 113.000. La mortalità continua a produrre numeri quotidiani intorno a 3.000. Non c’è segno di ripiegamento delle infezioni.

La campagna vaccinale è partita lunedì, ma prima che possa incidere passeranno mesi.

Le cose vanno male anche in Europa, dove la Germania ieri ha registrato quasi 28.000 casi e quasi 1.000 decessi. Intanto oggi scatterà il lockdown duro fino a dopo le feste natalizie ed anche Londra passa oggi in Fase 3, quella che obbliga alla chiusura di pub, ristoranti, cinema e teatri. Un altro duro colpo all’economia.

Ma i mercati, ormai ce lo hanno detto in tutti i modi, snobbano il Covid. Per loro è ormai acqua passata dopo che è arrivato (per qualcuno, per ora) il vaccino. Anzi, ci hanno mostrato, col recupero dai terribili minimi di marzo, che loro il vaccino ce l’hanno da tempo, e si chiama liquidità delle banche centrali. Anzi, non è solo un vaccino, ma addirittura un ricostituente per gli indici.

Ecco allora che oggi si prepareranno al “momento FED” di stasera, in attesa di capire se il Professor Powell deciderà di inoculare un’altra cospicua dose di vaccino monetario all’economia USA, che comincia a dare segni di cedimento a causa dei lockdown, oppure se deciderà di soprassedere in attesa dell’insediamento dei due nonni (Biden alla Presidenza e Yellen al Ministero del Tesoro), che prenderanno il posto della scheggia impazzita Trump, che certamente Powell non rimpiangerà, dopo tutti gli insulti che ha ricevuto dai tweet dell’estroverso tycoon in questi anni.

Se non arriveranno sui mercati indiscrezioni in anticipo, dovremmo assistere all’esplosione emotiva in serata, dopo le ore 20, ed il mercato dovrebbe decidere la sua direzione per le prossime settimane. Gli indici europei la sconteranno domani con un gap.

La trama sembra scritta. Manca il finale. …E scusate se è poco. 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online