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Cesare Cremonini e la schizofrenia, confessione shock

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
Cesare Cremonini (Photo by Mimmo Lamacchia/NurPhoto via Getty Images)
Cesare Cremonini (Photo by Mimmo Lamacchia/NurPhoto via Getty Images)

Cesare Cremonini ha dovuto affrontare per diverso tempo “un demone”, un mostro che “premeva contro il petto” e che lo tormentava: la schizofrenia. E’ lo stesso cantante a raccontarlo sulle pagine del Corriere della Sera. Ecco le toccanti parole dell’artista bolognese.

“Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola. Mi pareva quasi di vederlo. E lo psichiatra me lo fece vedere. L’immagine si trova anche su Internet. ‘È questo?’, chiese. Era quello. Braccia corte e appuntite, gambe ruvide e pelose. La diagnosi era: schizofrenia. Percepita dalla vittima come un’allucinazione che viene dall’interno. Un essere deforme che si aggira nel subconscio come se fosse casa sua”. Inizia così il racconto shock di Cremonini.

L’incontro con lo psichiatra è arrivato solo dopo aver vissuto due anni da incubo: “Ci andai per puro caso, per accompagnare un amico - spiega Cesare - Così iniziai a parlargli delle strane sensazioni che avevo e di come stavo vivendo”. Il cantautore spiega che in quella fase era “ossessionato dalla musica” e si era completamente isolato da tutto e da tutti, per rinchiudersi giorno e notte nel suo studio.

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“Smisi di tagliarmi la barba e i capelli. Mangiavo solo pizze a pranzo e cena. A volte due pizze pure a cena. Superai i cento chili. Non facevo più l’amore, se non da ubriaco. Avevo smesso qualsiasi attività fisica. Lo psichiatra mi chiese cosa mi faceva sentire meglio. Risposi: camminare. Non lavorare; il lavoro era la causa. La cura era camminare. Ho camminato per centinaia di chilometri. Ho scoperto i sentieri di collina. Ho preso anche farmaci, cose leggere, di cui non parlo per rispetto a chi ha dovuto fare cure farmacologiche pesanti”.

“Come mi disse lo psichiatra: una pallottola mi ha sfiorato”, prosegue Cremonini. E oggi? Come sta? “Quando sento il mostro borbottare, mi rimetto in cammino - confessa il 40enne - Su una collina, in montagna. Sono tornato dallo psichiatra alla fine del primo tour negli stadi. Mi ha chiesto se vedevo ancora i mostri. Gli ho risposto di no, ma che ogni tanto li sento chiacchierare. E lui: Let them talk”.

E proprio questa frase, Let them talk, ha ispirato il titolo dell’ultimo libro dell’ex Lunapop, nel quale l’artista parla di sé a 360 gradi, senza filtri, senza maschere, per svelare una parte del suo mondo ancora sconosciuta ai fan e che, magari, potrà anche essere d’aiuto a tante persone che ogni giorno hanno a che fare con questo terribile demone.

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