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Cgil: rinviate a Consulta e Corte Ue norme su licenziamenti -2-

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Roma, 29 nov. (askanews) - "Nella seconda ordinanza, sollevata innanzi alla Corte di Giustizia, la Corte di Appello di Napoli - prosegue il sindacato di corso d'Italia - sottopone nuovamente a critica il jobs act sulla base dei parametri della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione (CDFUE), già Carta di Nizza. Le disposizioni violate sarebbero l'art. 20 (parità di trattamento), l'art. 21 (non discriminazione), l'art. 30 (tutela avverso licenziamenti), l'art. 34 (tutela all'accesso a sistemi di previdenza) e l'art. 47 (diritto a un rimedio efficace). La Corte di Appello "dialoga" con la precedente ordinanza del Tribunale di Milano del 5 agosto 2019, integrandone il contenuto, nella quale tra l'altro la Cgil e la Filcams sono presenti direttamente al fine di sostenere le ragioni di una lavoratrice".

"Salutiamo con soddisfazione le due pronunce, che - conclude la Cgil - ribadiscono quanto da noi sempre sostenuto in relazione all'illegittimità del sistema delineato dal jobs act. Un sistema che, riducendo sensibilmente la tutela della reintegra delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo e introducendo un regime indennitario inadeguato, ha inferto un colpo pesantissimo al sistema di tutele lavoristiche. Per queste ragioni seguiremo con attenzione le due ordinanze, fiduciosi nel positivo esito delle controversie".