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In che modo l'inflazione influenza il valore dei bond?

·4 minuto per la lettura

Quando salgono i timori per la crescita dell’inflazione, la grande domanda è se questa sarà transitoria o permanente. Nel primo caso si abbassano le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse. Nel secondo, invece, le attesee per un rialzo dei tassi di interesse si rafforzano. Il motivo è che le banche centrali hanno degli obiettivi dichiarati sul tasso d’inflazione, in genere attorno al 2% annuo, e se i prezzi di beni e servizi aumentano troppo allora possono decidere di aumentare il costo del denaro come misura per frenare le attività nelle rispettive economie.

L'aumento dell'inflazione danneggia chi investe in obbligazioni in due modi: erode il loro potere d'acquisto, nel caso in cui ricevano pagamenti fissi mentre i prezzi di beni e servizi aumentano costantemente, e riduce il prezzo stesso dei bond a condizione che gli aumenti dei tassi di interesse previsti vengano scontati dal mercato. In questo articolo approfondiremo questo secondo effetto.

La relazione inversa tra tassi di interesse e valore delle obbligazioni

Il tasso di interesse è una variabile chiave nella determinazione del valore delle cedole (cioè i pagamenti periodici delle obbligazioni). Ecco perché le sue variazioni influiscono sul prezzo dei bond. Ricorda però che esiste una relazione inversa tra le due misure: a parità di altre condizioni, tassi di interesse più alti si traducono in prezzi delle obbligazioni più bassi, e viceversa.

Mostreremo di seguito due esempi di questa relazione. Il primo riguarda i bond con scadenza a brevissimo termine, il secondo si riferisce ai titoli con scadenza a più lungo termine.

Cosa succede nel caso di titoli a breve termine

Per semplicità utilizziamo un'obbligazione zero-coupon con scadenza a un anno. Questo tipo di titoli non distribuisce cedole periodiche ma viene venduto a sconto rispetto all'importo ricevuto a scadenza.

Se acquistiamo un'obbligazione zero coupon per 1000 euro riceveremo in un anno 1100 euro, corrispondenti a un tasso di interesse del 10%.

Il giorno dopo il nostro acquisto, la Banca Centrale alza i tassi di interesse per combattere l'inflazione troppo elevata. Avremo quindi che obbligazioni simili alla nostra offrono ora alla scadenza 1120 euro, corrispondenti a un interesse annuo dell'11%. L’effetto sul nostro investimento dell’aumento del costo del denaro sarà una perdita (non realizzata), perché nessun investitore razionale sarà disposto a pagare sul mercato lo stesso importo corrisposto da noi (1000 euro) per la nostra obbligazione con un rendimento del 10% quando potrà acquistare un titolo simile ottenendo un ritorno dell'11%. Ma quanto vale, dunque, la nostra obbligazione ora che bond simili vengono emessi con un interesse dell'11%? Il suo valore scenderà a 991 euro (1100 / 1,11 = 991), ovvero al livello che gli permette di poter offrire un rendimento dell'11%. Questo significa che l’effetto sul nostro investimento sarà una perdita di 9 euro pari allo 0,9% del capitale iniziale.

Cosa succede se la scadenza si allunga

Questa volta acquistiamo un'obbligazione con scadenza a 5 anni e che paga interessi annui del 10%.

Come nel caso precedente, l'aumento dei tassi di interesse ha come conseguenza che obbligazioni simili alla nostra offrono un tasso dell'11% e che quindi il valore del nostro titolo deve scendere in modo da offrire sul mercato un rendimento dell'11%. Ma in questo caso la perdita accusata sarà maggiore. Il prezzo del nostro bond scende infatti a 963 euro (il valore attuale a 5 anni di pagamenti scontati all'11%), il che significa che abbiamo registrato una perdita di 37 euro pari al 3,7% del capitale investito.

In conclusione:

  1. Il valore delle obbligazioni diminuisce all'aumentare del tasso di interesse, a parità di altre condizioni.

  2. La variazione dei tassi di interesse ha effetti maggiori tanto più è lunga la scadenza del titolo obbligazionario acquistato.

  3. Il valore di un bond è pari al valore attuale di tutti i suoi flussi di cassa futuri (fondamentalmente lo stesso principio del valore delle azioni).

Una strategia per proteggere i portafogli obbligazionari dall'aumento dei tassi di interesse potrebbe essere quella di ridurre l'esposizione alle obbligazioni a lunga scadenza. Abbiamo visto, infatti, che le obbligazioni con scadenze più lunghe sono maggiormente impattate dall'aumento dei tassi di interesse rispetto a quelle con scadenze più brevi. Gli investitori possono anche acquistare bond a tasso variabile o indicizzati all'inflazione per ridurre gli effetti negativi dell’aumento del costo del denaro in risposta a un’inflazione troppo alta.

Di Christopher Greiner, CFA

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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