Chi fornisce il gas all'Italia?

Il nostro Paese è tra i primi cinque importatori di gas al mondo. Ecco da chi lo ottiene.

L’Italia nella morsa del gelo. Temperature abbondantemente sotto la media stagionale ancora per tutta la settimana (scopri le previsioni meteo). La Protezione civile prevede nuove nevicate già da oggi, ma martedì dovrebbero intensificarsi. Un disastro anche per l’agricoltura, stando ai dati forniti da Coldiretti, le forniture di verdure e degli altri prodotti deperibili hanno subito un calo del 30 per cento nelle zone colpite dal maltempo. A livello economico, i danni sono stimabili attorno ai 100 milioni di euro. E in questo quadro di disagi, da domani si aggiunge anche l’allerta gas.

Nella provincia di Frosinone oltre 20mila persone sono senza luce. “Oggi in Italia è in programma una riunione dei ministri competenti: rimaniamo in attesa dei risultati per un eventuale intervento”, ha detto Marlene Holzner, portavoce del Commissario Ue all’Energia. La situazione dei rifornimenti di gas dalla Russia in Europa è migliorata durante il fine settimana, ma i flussi di gas non sono ancora tornati alla normalità. E il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, a margine della Mobility conference, ha rassicurato: “Le riserve di gas sono lì, a disposizione. E anche in termini di stoccaggio potremmo fare qualcosa di più”. Un’ipotesi, quella di attingere alle risorse di gas naturale, caldeggiata anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Un’emergenza dovuta al grande freddo che, inevitabilmente, fa alzare i consumi di metano legati ai riscaldamenti. Ma il gas che usiamo in Italia, da dove arriva? Il nostro Paese è tra i primi cinque importatori di gas al mondo. La maggior parte del gas proviene dalla Russia e dall’Algeria. Il gas copre il 38% del fabbisogno energetico complessivo annuale dell’Italia, che ne importa più del 30% dalla Russia, secondo Paese di approvvigionamento, dietro l’Algeria. Al terzo posto la Libia, con una quota del 12,5%, secondo i dati riportati dall’International Energy Agency. Solo il 45% viene destinato all’elettricità, il 17% all’industria, il 12% ai servizi e il 23% alle zone residenziali.

I punti di ingresso dei gasdotti sono pochi e c’è un unico terminale di rigassificazione del Gnl (Gas Naturale Liquefatto). La materia prima, nel complesso, arriva da Russia, Olanda, Norvegia, Algeria e Libia. Tarvisio, in Friuli, è il punto d’arrivo del gas russo; a Passo Gries, in Piemonte, arriva il gas del Nord (Olanda e Norvegia). Mazara del Vallo è il punto di entrata del gas proveniente dall’Algeria e a Gela si immette quello dalla Libia. Infine Panigaglia, in Liguria, è il punto di attracco delle navi metaniere e di rigassificazione del Gnl.

E’ chiaro che un’ondata di gelo straordinaria come quella che ha colpito la nostra penisola in queste ore, possa rallentare l’arrivo di gas naturale sul territorio nazionale. Soprattutto perché anche Russia e Ucraina sono state colpite da condizioni meteo quasi estreme che hanno rallentato i trasporti. “La situazione dell'approvvigionamento di metano russo per l'Italia e gli altri Paesi europei non è critica”, ha fatto sapere il colosso russo Gazprom, maggior fornitore di gas del nostro Paese. “Stiamo facendo tutto il possibile e in base alle previsioni del tempo in nostro possesso, ci siamo lasciati alle spalle il momento topico”. Ma rassicurazioni a parte, le previsioni meteo annunciano un’altra ondata di freddo in Russia tra giovedì e venerdì. “Non sappiamo che comportamento avrà Gazprom, ci stiamo preparando a momenti ancora più difficili”, ha dichiarato Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, a Radio 24. “L’ipotesi peggiore è che se dovesse mancare del gas bisognerà intervenire sugli “interrompibili”, cioè quelle aziende che hanno dei contratti in cui è prevista l’interruzione del flusso di gas”, seguendo quella serie di misure preparate dal ministero per far fronte a questa emergenza.

Il consumo di gas di queste ore ha toccato il massimo storico di 440 milioni di metri cubi al giorno. E per fare in modo che non venga a mancare, se la Russia dovesse rallentare il flusso di forniture, è stata già prevista la possibilità di aumentare le importazioni dall’Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera.