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Chi ha le ferie pagate e chi non le ha (e perché)

(Getty)

C’è chi le aspetta da un anno, chi è appena tornato dal mare e chi proprio in ferie non ci andrà. Tra qualche settimana oltre 17 milioni di lavoratori dipendenti lasceranno le aziende per la meritata stagione delle ferie, ovviamente pagate. Gli autonomi, invece, se le dovranno pagare di tasca propria. Stessa condizione per freelance, partite Iva e collaboratori più o meno dipendenti.

La durata

Le ferie sono un diritto. Si fa riferimento all’articolo 36, comma 3, della Costituzione. Il diritto a godere di ferie annuali retribuite è ribadito dall’articolo 2109, c.c., e dall’art. 10 D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66. In Italia la durata delle ferie, per un anno di lavoro, è di minimo due settimane, fino a un mese. Farsi pagare le ferie senza usarle è una prassi proibita, fatto salvo il caso del licenziamento o delle dimissioni.

Il contenzioso

Un contenzione frequente è quello della sospensione delle ferie per malattia. Se ci si ammala durante le ferie, il periodo di vacanza viene sospeso, purché vi sia una valida certificazione del medico.

Le ferie solidali

E’ una novità molto recente: è possibile regalare a titolo gratuito ferie e riposi a colleghi di lavoro che devono assistere figli minori ammalati e bisognosi di cure costanti, nella misura in cui eccedano i minimi di legge.

Le sanzioni

Si ha diritto alla maturazione delle ferie anche in caso di assenza. E’ infatti considerata presenza in servizio l’astensione obbligatoria per congedo di paternità o di maternità, il congedo matrimoniale e l’incarico ai seggi elettorali. In caso di mancata concessione di ferie, ci sono delle sanzioni: da 100 a 600 euro per un lavoratore; per più di cinque o almeno in due anni, da 400 a 1.500 euro; per più di dieci lavoratori o in almeno quattro anni, da 800 a 4.500 euro.

 

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