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Chi lascia il Tfr in azienda perde i soldi. La previdenza integrativa non decolla

(Getty)

Gli italiani preferiscono lasciare il Tfr in azienda, anche se i tassi di interesse si sono quasi dimezzati negli ultimi 10 anni. La previdenza integrativa resta una scelta di pochi: solo 7,6 milioni di lavoratori su 25 milioni hanno aderito ad un piano previdenziale integrativo.

Gli incentivi fiscali

Non servono gli incentivi fiscali: chi versa contributi in un fondo pensione privato può dedurli fino a 5.164 euro all’anno. E non fanno gola neanche i tassi di interesse sicuramente più alti rispetto a quelli riservati al Tfr in azienda.

La relazione della Covip

La tradizionale relazione della Commissione di vigilanza sulla previdenza (Covip), offre uno spaccato interessante dello stato economico del Paese, non solo della scarsa cultura previdenziale degli italiani. I lavoratori preferiscono avere a disposizione il Tfr accumulato e tenerlo in azienda.

I tassi di interesse

I rendimenti dei capitali investiti in forme di previdenza (complessivamente 162,3 miliardi di euro, oltre 14 miliardi solo nell’ultimo anno), nonostante i bassi tassi di interesse, hanno ampiamente superato l’inflazione. I fondi di categoria o negoziali, nel 2017, hanno reso in media il 3,3% netto, quelli aperti il 3 e i Pip, i piani di investimento previdenziali, il 2,8%.

Sempre più gente non versa più

Nell’ultimo anno, se è vero che sono aumentate le iscrizioni, è anche lievitata la platea dei contribuenti che non versano più. Sono oltre 1,8 milioni gli iscritti alla previdenza complementare che l’anno scorso hanno cessato i versamenti spontanei. Se il nuovo governo non dovesse intervenire con nuove misure in questo settore, chi lavora da 10-15 anni, si ritroverà un assegno da fame all’età della pensione.

 

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