Chiusura positiva per listini e spread, balzo di Mps

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Il Ftse Mib ha chiuso con un +0,30% a 16.960 punti dopo essere tornato nel pomeriggio in territorio positivo, trascinato dal comparto bancario e marginalmente dai dati Usa. All'unisono anche le altre piazze europee, comunque più indecise lungo la giornata: Ibex 35 +0,39% a 8.436 punti, Dax 30 (Xetra: ^GDAXI - notizie) +0,26% a 7.776 punti, Ftse 100 (FTSE: ^FTSE - notizie) +0,52% a 6079 punti, Cac 40 (Parigi: ^FCHI - notizie) +0,24% a 3.730 punti.

Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) deboli reazioni europee alla pubblicazione dei dati Usa sono state lo specchio di una seduta contrastata anche a Wall Street a causa dell'opacità dei dati sul payroll e dell'inaspettato verbale Fomc circa l'intenzione della Fed di concludere il QE prima del previsto. Timida ripresa dopo la pubblicazione dell'Ism: il Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) guadagna lo 0,16%, lo S&P 500 lo 0,29%, il Nasdaq Composite lo 0,10%. 

Propositivo Alan Krueger, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, secondo il quale, anche se resta ancora altro lavoro da fare, il rapporto sull'occupazione diffuso oggi è un'ulteriore prova del fatto che l'economia continua a guarire dalle ferite inflitte dalla peggiore crisi dalla Grande Depressione.

Francesco Leghissa, dell'ufficio studi di Copernico Sim, ha affermato che "i dati Usa hanno certificato un trend ormai abbastanza consolidato già da un mese a questa parte. Il tasso di disoccupazione è stato più o meno in linea con quello che si aspettavano i mercati, il dato sui nuovi posti di lavoro è stato leggermente superiore alle attese", aggiungendo che "i mercati hanno preso in maniera abbastanza fredda i dati europei di stamattina che erano complessivamente buoni e mostravano qualche accenno di crescita". L'indice Pmi composito a dicembre ha infatti fatto registrare il secondo aumento consecutivo attestandosi a 47,2 punti di poco al di sotto del consenso e del dato preliminare (47,3), ma maggiore rispetto a novembre (46,5). 

L'esperto ha poi affermato che "i mercati stanno probabilmente cominciando a perdere appetito per i titoli di stato dei Paesi core: il rendimento del Bund tedesco sta continuando a ritracciare verso l'alto". Si è fermato oggi a quota 1,55%, mentre il rendimento decennale italiano è calato ancora a 271 punti base. Il cambio euro/dollaro a quota 1,3046. 

Sulla piazza milanese seduta straordinaria di Mps. Il titolo ha chiuso con un +12,34% a 0,264 euro, dopo che stamattina sono state chiuse le contrattazioni per eccessivi rialzi. Una prima spiegazione è legata al calo accentuato dello spread. Effettivamente la consistente quota del debito italiano in pancia alla banca potrebbe giustificare un rialzo della quotazione di Mps in seguito ad un forte ribasso del differenziale a dieci anni. 

Ma l'entità del movimento del titolo è sembrata troppo elevata per una giustificazione di questo tipo. Da alcune indiscrezione infatti è trapelato che la Fondazione Mps dovrebbe vendere presto un altro 2% della banca: dato che il prezzo di carico è molto più alto di quello attuale, è probabile che alcune "mani amiche" abbiano acquistato per attenuare la minusvalenza che la fondazione registrerebbe al momento della vendita. In ogni caso la Consob, come avviene di consueto in caso di andamenti anomali di un titolo, ha monitorato l'andamento a Piazza Affari. 

Trascinati da Mps anche gli altri bancari, con Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) (+5,09% a 0,4911 euro) e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) (+1,85% a 4,946 euro). Bene (Stoccarda: A0LCPZ - notizie) anche Fiat (+1,62% a 4,01 euro), sostenuta dagli ottimi dati di vendita di Chrysler (Xetra: 710000 - notizie) e in Brasile e dalla notizia che il Lingotto ha esercitato la seconda call option del 3,3% di Chrysler in mano a Veba per poter salire al 65,17% del capitale. Inoltre oggi la banca brasiliana statale Bndes ha approvato l'erogazione alla Fiat (Milano: F.MI - notizie) di un prestito da 2,4 miliardi di real (900 milioni di euro circa) destinato a finanziare la realizzazione della nuova fabbrica di automobili di Goiana, nello Stato nordorientale di Pernambuco. 

Peggiore del listino Stm (-1,50% a 5,585 euro), seguita da Ansaldo Sts (Other OTC: ASDOF - notizie)  (-1,37% a 7,20 euro) e Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) (-1,25% a 0,709 euro). La perdita registrata dalla società attiva nel campo dei semiconduttori arriva dopo le prime sedute dell'anno positive e nonostante l'innalzamento del target price da 6,1 euro a 6,9 da parte di Societe Generale (Parigi: FR0000130809 - notizie) .

Per Telecom Italia invece il ribasso fa riferimento ai rumors secondo i quali TI Media, società da cedere per poter rientrare nel target sul debito, avrebbe conseguito ricavi pubblicitari nell'area tv per circa 175 milioni di euro nel 2012, in flessione del 18% annuo. Il peggioramento dei conti della società non favorirà di certo un'asta che ha già visto diversi slittamenti di scadenza e rinvii e potrebbe avere, secondo alcuni analisti, conseguenze sul dividendo.

Finmeccanica (Other OTC: FINMF - notizie) guadagna in chiusura lo 0,09% a 4,636 euro dopo essere stata in perdita per la maggior parte della seduta. La sfiducia sul titolo ha avuto origine dalla notizia secondo la quale la vendita di Ansaldo Energia potrebbe slittare a dopo le elezioni del 24-25 febbraio. Come riportato dall'agenzia MF-DowJones, per gli analisti di Intermonte questa indiscrezione è sicuramente negativa sebbene Finmeccanica non abbia fretta di vendere dopo la cessione di Avio e l'emissione del bond. Gli esperti ritengono peraltro che "il temporeggiare potrebbe voler evidenziare il fatto che il free operating cash flow prodotto nel 2012 è stato probabilmente maggiore di quanto ci si attendesse".

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