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Chiusura Voss Fluid, Cisl: inaccettabile comportamento azienda

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 17 dic. (askanews) - La Voss Fluid di Osnago (Lecco), azienda a testa tedesca, qualche giorno fa ha annunciato la cessazione dell'attività dei reparti produttivi. "Una decisione - scrive in una nota la Fim Cisl Lombardia - comunicata all'improvviso e recapitata via mail a gran parte dei 70 dipendenti che ora rischiano di perdere il lavoro. L'azienda che, fatti salvi alcuni approcci, continua a negarsi al sindacato, ha iniziato a smontare i macchinari preparandosi a portarli via".

Per Andrea Donegà, segretario generale Fim Cisl Lombardia, si tratta di "un atto grave e vigliacco che avviene prima di aprire qualsiasi discussione con le organizzazioni sindacali e che serve solo a velocizzare la delocalizzazione delle produzioni decisa dall'azienda, un destino a cui ancora non ci rassegniamo".

Oggi è previsto l'incontro col Prefetto e per il 23 dicembre è convocato il tavolo di crisi presso la Provincia.

"Facciamo appello a tutte le istituzioni affinché si possa convincere l'azienda a fermarsi nelle azioni di smobilitazione della fabbrica, appello già sostenuto dal sindaco di Osnago, che ringraziamo della vicinanza - afferma Donegà -. Occorre aprire subito una discussione seria per analizzare le criticità, alla base della scelta della multinazionale di lasciare il nostro Paese, per tentare in tutti i modi di immaginare quali soluzioni mettere in campo per garantire la continuità operativa e occupazionale". "Non è possibile subire passivamente le scorribande che le multinazionali fanno nel nostro Paese e che finiscono per gettare le persone come dei panni sporchi quando non servono più. Quelle stesse persone che garantiscono utili e profitti col sudore di tutti i giorni - aggiunge - . Le lavoratrici e i lavoratori della Voss continueranno a difendere il loro diritto al lavoro e alla dignità, mantenendo un presidio costante fuori dalla fabbrica nel rispetto delle disposizioni anti-Covid e del coprifuoco. Sarebbe corretto che l'azienda facesse altrettanto senza approfittare di tali limitazioni per portare via i macchinari. Sarebbe - conclude - una beffa e una scorrettezza inaccettabile".