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Christine Lagarde, dietro le gaffe una primadonna che non si arrende mai

(Adnkronos) - A giudicare dalla frequenza con cui si 'trattiene' dal sostenere i paesi più esposti dell'Eurozona, sia quando era alla guida del Fondo Monetario Internazionale che da quando è alla presidenza della Bce, ci sarebbe da pensare che quelli di Christine Lagarde non siano gaffe ma affermazioni ben ponderate. Peccato solo che di volta in volta i mercati le diano credito con crolli repentini e timide riprese dopo le inevitabili 'precisazioni'. Memorabile il suo "Non siamo qui per chiudere gli spread" pronunciato agli inizi di marzo 2020, nei giorni in cui i paesi europei si chiudevano uno dopo l'altro davanti all'incalzare del Coronavirus: i governi annaspavano e queste parole fecero crollare le Borse, soprattutto Milano. Oggi, l'accelerazione sui rialzi dei tassi e il riferimento (di nuovo) agli spread, che fanno ipotizzare un'Eurotower inerte davanti alla corsa dei rendimenti dei paesi periferici (in realtà soprattutto l'Italia, per via del colossale debito pubblico).

Di sicuro Christine Lagarde, 66 anni, figlia modello di un’insegnante di latino e di un professore d’inglese, parigina ma cresciuta in Normandia, non è personaggio da mezze misure ne' tantomeno da spaventarsi davanti alle sfide. Mattiniera, vegetariana, astemia, cattolica praticante, amante delle immersioni e della musica classica, Christine Lagarde è stata abituata alla disciplina, anche per via dei suoi trascorsi sportivi, ma sa anche usare il suo coté femminile per farsi largo in un mondo fino ad oggi appannaggio degli uomini.

Unica anomalia (per le abitudini italiane) quella di avere mantenuto il cognome del primo marito, Wilfried Lagarde, da cui ha avuto due figli, Pierre-Henri e Thomas. Alle spalle anche un secondo matrimonio, anche questo finito in un divorzio, con l'uomo d'affari britannico Eachran Gilmour. Da 15 anni, il suo compagno è il manager di origini corse Xavier Giocanti, che deve fare lo slalom fra i mille impegni di una 'primadonna' che Emmanuel Macron vorrebbe volentieri come suo primo ministro ma che qualcuno vede prima o poi all'Eliseo.

Donna più potente dell'economia europea, Christine Madeleine Odette Lagarde, nata Lallouette, in realtà nasce avvocato, con una laurea in scienze politiche presso l'Università di Aix-en-Provence e diversi master (ma verrà bocciata per ben due volte all’Ena, la Scuola nazionale d’Amministrazione in cui si prepara la classe dirigente della Francia). Tutta la sua carriera legale è presso Baker & McKenzie, tra i più prestigiosi studi internazionali, dove la giovane avvocatessa compie una ascesa impressionante: partner dell'ufficio di Parigi nel 1987, managing partner nel 1991, membro del comitato esecutivo mondiale a Chicago nel 1995 e infine presidente di questo comitato nel 1999, prima donna e prima non americana a ricoprire questa posizione.

Sotto la sua presidenza, dal 1999 al 2005, Baker & McKenzie ha aumentato il proprio fatturato del 50% chiudendo l'esercizio 2004 a 1,228 miliardi di dollari. Una ascesa che le conquista le attenzioni del mondo politico francese che la chiama in patria per proporle il posto di viceministro al commercio estero nel governo de Villepin a giugno 2005 (dove debutta con una gaffe, definendo due giorni dopo la sua nomina, il codice del lavoro francese "complicato, ingombrante e un freno alle assunzioni").

Nel 2007 diventa, dopo la vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali, Ministro dell'Agricoltura e della Pesca, ma l'incarico dura poco perche' dopo le fallimentari elezioni legislative di quella estate, Sarkozy la vuole come ministro dell'Economia, dell'Industria e del Lavoro. Ma - proprio come avverrà con la Bce - il suo debutto è scandito da una crisi mondiale, quella scatenata dal fallimento di Lehman Brothers: eppure - aveva detto la Lagarde pochi giorni prima - "il peggio della crisi è alle nostre spalle".

Anni difficili in cui Christine Lagarde - con la sua eleganza e la sua chioma orgogliosamente grigia - diventa un personaggio di riferimento dell'economia mondiale. Così che quando nel 2011 scoppia lo scandalo sessuale intorno a Dominique Strauss-Kahn, allora direttore del Fondo Monetario Internazionale, alle sue dimissioni il governo francese uso' la 'carta Lagarde' per mantenere una delle poltrone più prestigiose dell'economia internazionale. Due mandati non facili - con tanto di 'commissariamento' della Grecia - in un'organizzazione in piena trasformazione, gestiti con polso e diplomazia, qualità che spingono i leader europei a nominarla - non senza qualche irritazione - alla successione di Mario Draghi alla presidenza della Bce (in un posto considerato appannaggio di un 'vero' banchiere centrale).

Il tempo di sedersi a Francoforte, e - come detto - deve affrontare la crisi pandemica: dopo le prime esitazioni, Christine Lagarde capisce che non è una situazione da mezze misure e getta sul tavolo, con acquisti da migliaia di miliardi di euro, tutta la forza della Banca Centrale Europea. Per il 2022 era prevista comunque l'avvio della exit strategy: ma la guerra in Ucraina e l'inflazione galoppante complicano le cose anche per una negoziatrice nata come Christine Lagarde. Che però a differenza di altri grandi banchieri centrali, non teme di mostrare il suo lato più umano e femminile. Come quando ha raccontato in un webinar la sua vita durante i mesi di lockdown: "Con la pandemia - spiegò à ho compreso l'importanza cruciale dello sport e mi sono comprata una cyclette, visto che con le piscine chiuse non posso più nuotare. Per tenere in allenamento il cervello per me è di importanza fondamentale tenere in esercizio il corpo", ha aggiunto. Il riferimento alle piscine rimanda al passato agonistico della Lagarde, anche questo iniziato in una sorta di 'lockdown'. Infatti, nel 1968 con le francesi chiuse per i moti studenteschi, Christine Lagarde iniziò a praticare nuoto sincronizzato, arrivando a entrare nella nazionale francese di specialità e vincendo una medaglia di bronzo in un campionato nazionale.

Oggi deve nuotare in acque ancora più difficili, 'normalizzando' la politica monetaria della Bce e riducendone il bilancio senza far crollare i titoli di Stato dei paesi 'periferici' ma senza scontentare i falchi del nord. Un ossimoro finanziario, praticamente. Ma - come hanno imparato collaboratori e avversari - è proprio in questi momenti che Christine Lagarde da' il meglio di se'.

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