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Cia chiede nuove norme Ue per piante migliorate con mutagenesi-3

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Bruxelles, 6 nov. (askanews) - Secondo la Cia, occorre intervenire sulla legislazione Ue in vigore dal 2001, che è ritenuta ormai "obsoleta", perché non fa distinzione fra Ogm e il nuovo 'genome editing'; per cui le piante ottenute con le nuove tecniche di mutagenesi sono sottoposte alle lunghe e costose procedure di autorizzazione Ue degli Ogm. Per di più, nel luglio 2018 una controversa sentenza della Corte europea di Giustizia ha confermato la legittimità di questa mancata distinzione. Simona Bonafè ha sostenuto le istanze della Cia e sostenuto che ci sarebbe una lacuna normativa nella legislazione comunitaria.

A nome della Commissione, ha risposto Chantal Bruetschy, capo Unità per le Biotecnologie della Direzione generale della Salute e Sicurezza alimentare. Bruetschy ha riferito che nei prossimi mesi sarà avviato uno uno studio su queste tematiche, al fine di sviluppare una riflessione "pragmatica e non ideologica" sulla normativa vigente", ma ha fatto capire come non sia scontata una modifica della legislazione. "Abbiamo bisogno di informazioni pratiche e sostanziali: se le 'new breeding techniques' portano dei vantaggi in più, siamo interessati; bisognerà spiegare perché ne sarebbero avvantaggiate le Pmi, perché queste coltivazioni sarebbero meno care, perché permetterebbero di utilizzare meno pesticidi e fertilizzanti, se porterebbero a un aumento dei posti di lavoro. Poi vedremo", ha concluso.