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Cibus 2022 a livelli pre-Covid: 3mila espositori, 70mila visitatori attesi

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Image from askanews web site
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Milano, 21 apr. (askanews) - Cibus 2022, la fiera internazionale dell'alimentare italiano, avrà i numeri a cui era abituato prima della pandemia: oltre 3.000 espositori, tutti itlaliani, e 70.000 visitatori professionali attesi, di cui oltre il 10% esteri. Gli organizzatori, da Federalimentare a Fiere di Parma, sono convinti che quella che si terrà a Parma dal 3 al 6 maggio sarà una edizione "molto molto rilevante" di Cibus. Soprattutto perchè cade in un momento in cui l'inflazione e il rischio di flessione dei consumi interni preoccupano da una parte, ma gli investimenti del Pnrr e la crescita dell'export nelle geografie chiave fanno sperare in uno sviluppo del comparto nel medio periodo.

Attualmente sono 50.000 gli operatori professionali italiani della distribuzione e della ristorazione che si sono già registrati, mentre 2.000 top buyer sono attesi da Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Sud America e Asean. In esposizione ci saranno circa mille nuovi prodotti che le aziende alimentari stanno immettendo nei mercati. I più innovativi saranno esposti in fiera nell'area "Cibus innovation corner", selezionati da una giuria di esperti.

L'export, che presenta aspetti positivi specie per quanto riguarda l'area extra UE, meno penalizzata dagli effetti della guerra in Ucraina col 42,6% delle esportazioni alimentari italiane nel 2021, sarà il vero obiettivo degli espositori italiani. Lo dimostra il dato del mercato Usa che ha registrato un aumento del 14% sul 2020, lo ha detto chiaramente il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio: "Chi spera in un aumento dei consumi interni ragiona col cuore e non con la razionalità: in un Paese dove la popolazione è sempre più anziana quella di puntare sui consumi interni è una battaglia che si perderà. Noi abbiamo però un enorme vantaggio: i nostri prodotti funzionano sui mercati esteri, lì abbiamo possibilità di crescere enormemente. Ma dobbiamo ricordarci che noi non vendiamo cibo per chi ha fame ma per chi ha bisogno di status e dobbiamo spingere molto in questa direzione". Quella del 2022 sarà anche una edizione attenta all'ambiente, la prima "carbon neutral. La carbon neutrality è un processo che include la misurazione delle missioni, l'individuazione di un piano di riduzione e la compensazione delle emissioni residue attraverso crediti di carbonio certificati di alta qualità, che finanziano progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici e promuovono lo sviluppo sostenibile. La certificazione è stata possibile grazie alla partnership tra Fiere di Parma e Carbonsink, società di consulenza nella progettazione di strategie climatiche.

"Cibus negli ultimi due anni non si è mai fermato, organizzando CibusForum nel drammatico 2020, inaugurando la ripartenza delle fiere nel settembre 2021 e presidiando con un proprio padiglione Expo Dubai - ha detto Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma -Perche da 40 anni è questa la missione che condividiamo con Federalimentare: difendere l'authentic Italian e supportare le nostre esportazioni".

La 21esima edizione di Cibus sarà inaugurata da Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, e da Manlio Di Stefano, sottosegretario al ministero degli Affari esteri, nel convegno d'apertura "La responsabilità economica e sociale dell'agroalimentare italiano - Come continuare a garantire l'accesso al Cibo e al Lavoro durante e dopo le crisi, attraverso un nuovo modello di sviluppo sempre più sostenibile".

"Numerose azioni di comunicazione su alcune delle più illustri testate mondiali del food e un incoming di 390 fra buyer specializzati e giornalisti di settore provenienti da 42 Paesi: l'Ice-Agenzia e il ministero degli Affari esteri intendono così confermare il loro contributo al sostegno dell'agroalimentare italiano che - ha detto intervenendo in conferenza stampa Roberto Luogo, direttore generale di Ice - Agenzia - nel 2022 guarda al suo consolidamento sui mercati tradizionali di sbocco, UE, USA e Canada, e quelli in evoluzione come i Paesi del Golfo o, in estremo oriente, come il Giappone e la Cina".

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