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Il ciclo economico millenario

Claudio Zanetti
 

Qualsiasi ciclo della vita è formato che partendo da un minimo si chiude poi con un minimo.

Questo concetto è fondamentale perché la natura umana non può prescindere dalle diverse ciclicità nelle quali è immersa, a dispetto di qualunque tentativo moderno che tenda ad ignorarle e a stabilire dei ritmi artificiali dettati dalle necessità di una civiltà ormai non più “a misura d’uomo”.

Le popolazioni antiche erano molto più sensibili ai cicli naturali rispetto all'uomo moderno e vivevano in “sintonia” con tali cicli che scandivano il loro calendario, le loro attività e, in definitiva, la loro vita. Riscoprire una tale forma di “sintonia”, oltre ad essere giovevole per l’uomo che non si pone particolari traguardi, in modo da attenuare molto degli stress generati dall'attuale modo di vivere, lo è ancor di più per chi è intenzionato a seguire le Vie della Tradizione, a percorrere una Via di realizzazione che lo conduca al contatto con il mondo metafisico.

All'interno di questo ritmo naturale troviamo il ciclo economico che è colui che determina le fasi di crescita e di declino in cui l'uomo è costretto ad adattarsi, ciclo economico che poi è comunque determinato dall'uomo stesso e dalle sue azioni quale parte integrante del ritmo della Natura.

Fu l'economista russo Nikolay Kondratiev (1892/1938), il primo a porre queste osservazioni all'attenzione internazionale nel suo libro "I maggiori cicli economici" (1925) oltre che in altri lavori scritti nello stesso periodo.

Nei suoi scritti dimostrò come mediamente un ciclo economico dalla partenza alla su fine dura per un periodo di 54 anni circa in perfetta sintonia con la Natura visto che i Maestri Maya conoscitori del Tempo consideravano un ciclo medio di 52 anni, da dove poi nasceva un cambiamento.

Anche nella Sacra Scrittura si da enorme importanza al ritmo di 49 anni - Vecchio Testamento - e a quello dei 50 anni nel Nuovo Testamento.

Oggi tutti gli economisti del mondo considerano i cicli di Kondratiev, visto che in economia, le Onde di Kondratiev (chiamate anche Onde di Kondratiev o, più semplicemente, Onde K) sono cicli regolari sinusoidali nel moderno mondo economico capitalistico.

Lunghi da 50 a 70 anni - con una media regolare di 54 anni - i cicli consistono alternativamente di una fase ascendente ed una discendente. Alla fase ascendente corrispondono periodi di crescita veloce e specializzata, mentre alla fase discendente periodi di depressione.

Nell'era moderna non è poi così difficile contare i vari cicli economici, mentre l'esercizio diventa più complesso se si vuole considerare un periodo millenario perché per avere il giusto conteggio bisogna conoscere l'esatto punto di partenza.

Dall'anno "0" nascita di Gesù catalogabile tra il 7 e il 2 a.C. e fino all'anno 1000, l'uomo viveva in continuo movimento alla ricerca di cibo e legna per scaldarsi, ma il cambiamento epocale si ebbe nel 950 d.C. dove un aumento demografico della popolazione porta ad un cambiamento del modo di vivere e contestualmente nasce l'esigenza di fermarsi di di coltivare la terra.

L'aumento della produzione di prodotti agricoli è dimostrato non solo dalla quantità delle terre messe a coltura ma anche dalla qualità delle pratiche agricole che si avvantaggiano di progressi tecnici. La prima di queste innovazioni tecnologiche fu l'uso dell'aratro a ruote e a versoio, che permetteva di incidere la terra più a fondo rispetto al più primitivo aratro di legno a chiodo, che scalfiva appena il terreno.

E' il periodo noto come rivoluzione commerciale.

La rivoluzione commerciale è il nome con il quale si indica tutta una serie di mutamenti socioeconomici registratisi in Europa a partire dal  X e che sono i prodromi della rivoluzione industriale.

I mutamenti caratteristici di questo periodo storico furono prevalentemente di carattere economico e commerciale, ma comportarono un profondo mutamento anche nell'assetto sociale dell'epoca. Infatti, il ceto mercantile raggiunse i vertici sociali in molte parti d'Europa come nei Comuni dell'Italia centro-settentrionale, nei Paesi Bassi, nella catalogna e nei Comuni dell'Hansa.

Avendo un punto di partenza che è il 950 d.C., possiamo calcolare i cicli economici fino a oggi secondo i parametri di Nikolay Kondratiev. Dopo più di 1000 anni dalla Rivoluzione Commerciale possiamo affermare - con il dovuto scarto temporale - che attualmente stiamo vivendo il 20° ciclo economico.

Nella rappresentazione grafica sotto esposta, si mostra come i primi 10 cicli economici sono quelli che partendo dal 950 d.C. portano ad una crescita espansiva fino al 1325/1328 per una durata di 377 anni solari. E' questo il periodo di massimo splendore, dove si scoprono le albicocche e i gatti soriani ma soprattutto abitudini e usi che ancora oggi fanno parte del nostro vivere quotidiano basti pensare al vestiario con bottoni pantaloni e mutande. Quest'ultime permettono alle persone di essere pulite: infatti la parola stessa mutande significa "che devono essere mutate", cioè cambiate, spesso.

Questo fiorente periodo - grazie al ritmo ciclico della Natura - s'interrompe per una grave crisi economica - ancora oggi rimane la peggiore di sempre - che porta anche alla comparsa della peste conosciuta meglio come "Morte Nera".

Il regresso è stato causato innanzitutto da una variazione del clima, con la fine del cosiddetto periodo caldo medioevale, che aveva permesso lo scioglimento dei ghiacci (si pensi alla navigazione dei Vichinghi), la coltivazione della vite fin sopra Londra, abbondanti raccolti facilitati dalle piogge scarse e regolari e le tiepide primavere.

La fase di declino perdura fino al 1492 scoperta dell'America e fine del Medioevo.

Dal 1492 scoperta dell'America, iniziano altro 5 economici da 54 anni cadauno per un totale di 270 anni. La fase ascendente e di espansione si raggiunge grazie Regno di Elisabetta I° d'Inghilterra figlia di Enrico VIII, il primo a tradurre la Bibbia in inglese fino allora vietato, e chi si permetteva di farlo veniva bruciato sul rogo. La sua epoca, denominata età elisabettiana, fu anche un periodo di straordinaria fioritura artistica e culturale.

Il massimo splendore lo si tocca grazie al Re Sole Luigi XIV o Luigi il Grande colui che ancora oggi detiene il primato per il più lungo regno, ben 72 anni.

Dal 1680 al 1760/1776 s'incontra la fase di stagnazione del ciclo economico che trova il suo punto di minimo con la nascita della Rivoluzione Industriale del 1771.

La rivoluzione industriale è un processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che da sistema agricolo – artigianale - commerciale conduce ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (come ad esempio i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali.

Dopo 15 cicli economici - dal 950 al 1492 i primi 10 e dal 1492 al 1771 altri 5 - vediamo nel dettaglio i 5 cicli economici che vanno dalla Rivoluzione Industriale fino ai giorni nostri.

Dal 1771 il massimo splendore si ha con Napoleone Bonaparte, e il ciclo chiude con il declino del Congresso di Vienna del 1815.

Da questo periodo nasce il ciclo dell'età del vapore e delle ferrovie con massima espansione fino al 1853. La caduta della borsa di Wall Street del 1857 - una tra le più gravi di sempre - porta alla naturale chiusura del ciclo economico del 1870.

Questo è il periodo in cui la ripresa economica coincide con l'era dell'acciaio, dell'elettricità e dell'ingegneria pesante. Il massimo splendore lo si tocca nel 1908 dove la crisi economica conosciuta con il nome di "Tempesta Perfetta" porta al declino che inquadra il suo punto di minimo con lo scoppio della I° Guerra Mondiale in cui abbiamo da poco toccato il centenario della sua conclusione.

Al termine il nuovo ciclo economico riparte grazie all'era dell'automobile, del petrolio e della produzione di massa.

Questo ciclo economico è anomalo, perché non viene inficiato dallo scoppio della II° Guerra Mondiale, nata prevalentemente per problemi di razza e non certo macro economici. Anzi è proprio il grande progresso economico che da impulso alla stessa guerra. La massima espansione si raggiunge nel 1955 quando lo scoppio della "Guerra Fredda" e gli elevati tassi d'interesse - che portano ad una iperinflazione - chiudono il ciclo economico.

La nascita dell'era dell'informatica tra gli anni '70 e '80 e la forte politica economica del Presidente Reagan portano a una nuova fase economica che trova il suo culmine con la nascita del nuovo millennio. dove tutti i mercati finanziari raggiungono i loro massimi storici.

Enorme liquidità, tassi d'interesse equilibrati, condizioni lavorative ottimali e benessere, fanno credere all'uomo moderno che questo è il momento in cui si sta meglio.

La chiusura di questo ciclo - non ancora terminato - riporta tutti con i piedi per terra. La bolla prima della New Economy del 2003 e quella immobiliare del 2008, ci fanno capire che non ci si può sottrarre ai cicli.

La sua naturale conclusione è fissata secondo regole di Più Alto Ordine e Grado per il 13 ottobre del 2033.

Autore: Claudio Zanetti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online