Italia markets closed
  • Dow Jones

    28.363,66
    +152,84 (+0,54%)
     
  • Nasdaq

    11.506,01
    +21,31 (+0,19%)
     
  • Nikkei 225

    23.474,27
    -165,19 (-0,70%)
     
  • EUR/USD

    1,1832
    -0,0035 (-0,30%)
     
  • BTC-EUR

    11.068,02
    +1.738,62 (+18,64%)
     
  • CMC Crypto 200

    263,35
    +7,25 (+2,83%)
     
  • HANG SENG

    24.786,13
    +31,71 (+0,13%)
     
  • S&P 500

    3.453,49
    +17,93 (+0,52%)
     

Cig e moratoria licenziamenti fino al termine del 2020: le misure del governo

·2 minuti per la lettura
Cassa integrazione e blocco licenziamenti per tutto il 2020 nel decreto di luglio
Cassa integrazione e blocco licenziamenti per tutto il 2020 nel decreto di luglio

Cassa integrazione per tutto il 2020 e blocco dei licenziamenti. Sono i due punti attesi nel prossimo decreto di metà luglio. Ma ci sono importanti novità, che potrebbero rinsaldare l’alleanza fra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle. Vediamole insieme.

Blocco dei licenziamenti e cassa integrazione per il 2020

La prima novità attesa nel prossimo decreto riguarda l’estensione della Cig per l’intero anno. Sulla fattibilità della misura – voluta dai Cinque Stelle – non c’è ancora sicurezza. Innanzitutto, sarà necessario consultare i nuovi dati. Mancano ancora i numeri relativi al periodo dal 4 maggio: bisognerà capire, cioè, quante ore autorizzate sono state finora utilizzate dalle aziende. Un numero certo permetterà, così, al governo di stimare le risorse necessarie per prorogare la Cig. I Cinque Stelle sostengono anche la moratoria sui licenziamenti. Il Governo si dice disponibile a prorogare entrambe le misure fino al termine del 2020. Tuttavia, spiega Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro con delega sugli ammortizzatori sociali, “ancora non si è deciso se l’allungamento riguarderà tutti o solo le imprese dei settori in crisi più profonda“. Alcuni settori, come il turismo e l’automotive, sono più sofferenti di altri. Stesso “scetticismo” sul secondo punto. Puglisi sottolinea che “per i licenziamenti, bisognerà ragionare sul rischio boomerang“. Il timore del Governo è l’aumento degli esuberi. Certamente, la crisi del coronavirus ha aggravato alcune situazioni. Secondo l’Inps, nel solo mese di marzo sono stati licenziati quasi 40mila lavoratori.

Sospensione delle causali: la soluzione Pd ai licenziamenti

Dal canto loro, i democratici propongono una soluzione: l’allungamento della sospensione dell’obbligo delle causali per il rinnovo dei contratti a tempo determinato. Per il Partito democratico, questa misura ha senso solo se accompagnata se si aumentano gli incentivi alle imprese che decidono di assumere a tempo indeterminato. I numeri del mondo lavoro in Italia non sono incoraggianti. Secondo le statistiche, infatti, si prevede un autunno difficile. L’Istat prevede un crollo di unità di lavoro di oltre il 9%, mentre l’Anpal ha stimato una riduzione di oltre mezzo milione di contratti di lavoro rispetto all’anno precedente. Il democratici sostengono l’importanza dello strumento della Cig per le aziende in crisi: un messaggio che arriva dritto al presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi, il premier Conte pensava a una detassazione del lavoro stabile come disincentivo all’utilizzo della Cassa integrazione.

Palazzo Chigi è al lavoro per il prossimo decreto. In parallelo, si continua a lavorare al cantiere del settore com’era prima della pandemia: percorsi di riqualificazione professionale, reddito di cittadinanza, contratto di solidarietà. L’auspicio è che la copertura finanziaria di 4 miliardi al mese possa incoraggiare la tanto attesa ripartenza del Paese.