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Cina, il caldo fa schizzare consumi di elettricità: nel Sichuan stop alle industrie

(Adnkronos) - La provincia cinese del Sichuan ha deciso di razionare la fornitura di elettricità alle fabbriche fino a sabato, a seguito di un'ondata di caldo che ha fatto schizzare i consumi.

Le temperature nella provincia, che ospita quasi 84 milioni di persone, hanno raggiunto i 40-42 gradi centigradi la scorsa settimana, secondo i dati degli istituti meteorologici cinesi. La regione fa affidamento sulle dighe per generare l'80% della sua elettricità, ma i fiumi della zona - ha affermato il ministero delle risorse idriche di Pechino - si sono prosciugati quest'estate.

La provincia sudoccidentale produce metà del litio del paese, e i suoi impianti idroelettrici forniscono elettricità agli hub industriali lungo la costa orientale del paese. Ma il governo locale ha deciso di dare priorità alle necessità dei nuclei abitativi, ordinando alle industrie di 19 delle 21 città della provincia di sospendere la produzione fino a sabato. (segue)

(Adnkronos) - Diversi grossi gruppi industriali, dal produttore di alluminio Henan Zhongfu Industrial e quello di fertilizzanti Sichuan Meifeng Chemical Industry, hanno annunciato in borsa la sospensione della produzione. Anche uno stabilimento gestito dal colosso taiwanese Foxconn nella provincia si è fermato. Alcune aziende potranno operare a capacità limitata, a seconda delle loro esigenze di produzione.

Un'estate di temperature estreme in Cina ha visto diverse grandi città toccare i picchi più alti registrati finora. L'Osservatorio nazionale cinese ha rilanciato un allarme rosso per temperature elevate ieri, superiori ai 40 gradi in alcune zone del paese.

Anche altre province del paese, tra cui Zhejiang, Jiangsu e Anhui, che dipendono dall'energia fornita dalla Cina occidentale hanno deciso per delle limitazioni nei consumi elettrici destinati agli utenti industriali per garantire una sufficiente somministrazione alle abitazioni.