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Cina, Pechino mette nel mirino 11 società taxi privato: colpita Didi, la Uber cinese

·1 minuto per la lettura

Nuovo attacco di Pechino contro i titani cinesi dell'hi-tech: questa volta, nel mirino, ci sono 11 società attive nel comparto dei taxi privati, come Didi (nota anche come Uber cinese) T3 and Meituan. Le 11 aziende sono state convocate con la richiesta di rettificare il loro comportamento illegale. In particolare il ministero dei Trasporti, insieme ad altre autorità che includono la Cyberspace Administration of China e l'Amministrazione statale per la supervisione dei mercati, hanno interrogato congiuntamente le società. L'accusa contro i gruppi, nello specifico, è di aver ingaggiato conducenti e utilizzato vetture non in regola: "Richiediamo che queste piattaforme controllino i loro problemi, rettifichino comportamente illegali, salvaguardino i principi del mercato relativi alla giusta concorrenza, creino un contesto solido per lo sviluppo sano dell'industria dei taxi privati (ride-hailing)", ha comunicato il ministero dei Trasporti, stando a quanto riportato dalla Cnbc.

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