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Cina, premier: difficile riprendere il passo della crescita

Image from askanews web site
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Roma, 25 mag. (askanews) - La Cina farà fatica a riprendere il passo della crescita in un momento di difficoltà economica innescata da fattori come il permanere della pandemia Covid-19. A segnalarlo oggi è stato il primo ministro cinese Li Keqiang, in una conferenza virtuale trasmessa a migliaia di funzionari.

Li ha chiarito che la situazione, oggi, appare peggiore di quella del 2020 e ha suggerito che sarà difficile per Pechino riuscire a centrare per il 2022 l'obiettivo di crescita del 2,2 per cento fissato dal presidente Xi Jinping, in un momento in cui è ancora pienamente in corso la battaglia contro la variante Omicron del Covid.

La Cina, dopo un trentennio di crescita sostenuta, per la prima volta nel primo trimestre 2020 andò in territorio negativo - -6,9% di Pil - perché allora fu l'epicentro della diffusione del Covid. Tuttavia, sempre quell'anno, fu l'unica delle grandi economie mondiali a concludere l'anno con un Pil positivo di oltre il 2 per cento.

Oggi però l'economia cinese si trova col freno a mano tirato, a causa della rigida politica "Zero Covid", che prevede lockdown per le città in cui si verificano focolai Omicron, mentre le altre economie mondiali hanno sostanzialmente allentato le restrizioni per la pandemia.

"Tenteremo di assicurare una crescita nel secondo trimestre", ha detto Li, secondo una trascrizione del suo discorso ripresa dal Financial Times, suggerendo che il target fissato per l'anno è a rischio.

Nel primo trimestre l'economia cinese è cresciuta del 4,8 per cento. Ma altri indicatori fanno pensare che sia in corso un forte rallentamento. Per esempio la disoccupazione giovanile: tra i 16 e i 24 anni sul 18,2 per cento, che è un record storico.

Secondo quanto ha riferito la televisione pubblica cinese, Li ha chiesto al Consiglio di Stato, cioè il governo, di fornire dettagli su come si intenda stabilizzare l'economia, dando ai suoi ministri tempo fino alla fine di questo mese.

Il primo ministro, che ha già detto di non voler essere confermato nel congresso del Partito comunista cinese che si terrà in autunno ed è quindi al suo ultimo mandato, ha inoltre affermato che bisognerà meglio coordinare le esigenze dell'economia con quelle della lotta al Covid.

In effetti - ha detto ancora Li, secondo la versione del discorso di cui dà conto il FT - la ripresa delle attività delle imprese post-riapertura parziale o totale non è soddisfacente. "In alcune province solo il 30 per cento delle attività hanno riaperto", ha affermato il premier.

Secondo l'Ufficio nazionale di statistica cinese, il mese scorso le vendite al dettaglio sono calate dell'11 per cento.

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