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Cingolani, non siamo in carenza di gas, aumento è speculazione

Image from askanews web site
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Torino, 1 giu. (askanews) - "Concordo con Mike che non dovremmo bloccare il libero mercato dell'energia ma abbiamo visto degli aumenti improvvisi assolutamente privi di senso. Un anno fa un metro cubo di gas costava 26 centesimi di euro, 0,2, oggi siamo arrivati a 1,5 euro al metro cubo, un aumento del 700% del prezzo, che è stato tenuto per mesi dal mercato, ma non è giustificato perché la quantità di gas nel mondo è rimasta costante. Noi non siamo in un periodo di carenza di gas semplicemente è speculazione". Così il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo all'incontro "Dipendenza energetica e crescita economica" al Festival dell'economia a Torino, in risposta alle osservazioni di Michael Spence, premio Nobel per l'economia. "Non è accettabile che questo materiale, il gas - ha aggiunto - possa avere un aumento di sette ordini di grandezza per volatilità, speculazione, andamenti di mercato. Non è accettabile perché con costi energetici di questo tipo la concorrenzialità in Europa è scesa, molte aziende hanno chiuso e molti utenti non riescono a pagare le bollette perché sono aumentate di quattro, cinque, sei volte, anche se il consumo non è cambiato e anche se la quantità di gas prodotta dal pianeta è rimasta costante".

"Quindi nella situazione di emergenza è utile che lo Stato e l'Europa facciano qualcosa. Una delle cose che ha fatto l'Italia, ed è il risultato del Consiglio dei ministri di ieri, è di proporre un tetto massimo per il gas. Il tetto massimo è una misura temporanea, e questo dovrebbe agire come qualcosa che riduce il picco".

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