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Cingolani: "Spero calo bollette gas dopo marzo 2022"

·2 minuto per la lettura
The flame of the gas stove is blue when it is burning a pot on it (Photo: Kriswanto Ginting via Getty Images)
The flame of the gas stove is blue when it is burning a pot on it (Photo: Kriswanto Ginting via Getty Images)

“Speriamo che dopo il primo trimestre del 2022 saranno aperte nuove pipeline e torneremo a prezzi più ragionevoli del gas. Ma rimaniamo sulla strada dell’uscita dal gas”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla conferenza stampa finale della Pre-Cop26 di Milano. “Le bollette aumentano all′80% per l’aumento del prezzo del gas e al 20% per quello del carbonio - ha aggiunto Cingolani - Non si può dire che la transizione energetica aumenti il costo dell’energia. Vogliamo uscire dal gas e servono investimenti sulle rinnovabili”.

L’accelerazione sulla decarbonizzazione ”è obbligatoria”, ha detto ancora il ministro, tanto più alla luce dei dati del rapporto Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) “molto gravi”. “L’urgenza emersa da luglio alla PreCop26 è enorme. I dati scientifici non posso mentire, sono ancora più importanti delle pressioni politiche”, ha osservato. “Cerchiamo di disincentivare qualsiasi investimento in ricerca ed estrazioni di fossili. Tuttavia, è impossibile raggiungere subito zero investimenti, perché la transizione implica che per un certo lasso di tempo ci sarà coesistenza tra rinnovabili e fossili. Ma la strada è ben chiara”. L’obiettivo del 70% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030 è raggiungibile, secondo Cingolani, anche perché “la tecnologia sta evolvendo e in 5 anni darà risultati. La nostra rotta resta uscire dai combustibili fossili”.

C’è una novità positiva. Anche la Cina, principale emettitore di gas serra al mondo, è consapevole della gravità della crisi climatica, e vuole che alla Cop26 di Glasgow si aumentino gli impegni globali di decarbonizzazione. “Negli otto mesi scorsi ho visitato 34 paesi, fra i quali la Cina - ha spiegato il presidente
della Cop26, il britannico Alok Sharma - Tutti i governi hanno detto che vogliono che la Cop26 sia un successo. C’è un riconoscimento generale che il ambiamento climatico non ha confini. Sono fiducioso in un risultato positivo”.
Per Cingolani “già al G20 dell’Ambiente a Napoli a luglio i rappresentanti cinesi mi avevano detto di comprendere che la decarbonizzazione è un obiettivo fondamentale e che bisogna rispettare l’Accordo di Parigi. Ma fra luglio e oggi è arrivato il nuovo rapporto dell’Ipcc (il comitato scientifico dell’Onu sul clima) che dice che, con gli attuali gli impegni degli stati per la decarbonizzazione arriveremo a un riscaldamento di 3 gradi a fine secolo. Da fine luglio il senso di urgenza è aumentato enormemente. Sono fiducioso che a Glasgow ci sarà un consenso globale”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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