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Cisl, attivista bielorussa: un giorno la libertà anche a Minsk

Image from askanews web site
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Roma, 26 mag. (askanews) - "Mi hanno arrestata perché volevo unire le persone e questo in una dittatura è pericoloso. In Bielorussia ti arrestano magari perchè indossi una maglietta o i calzini con i colori sbagliati. La polizia è arrivate due volte a casa, hanno effettuato una perquisizione e mi hanno trattenuta una volta per sette giorni e un'altra per due settimane. Noi bielorussi vogliamo la democrazia, la libertà. Ma un giorno arriverà". A parlare ad Askanews, dopo aver scaldato la platea congressuale della Cisl, è Yuliya Yukhno, una ex modella di 32 anni fuggita dal regime di Alexander Lukashenko e ora attivista della resistenza bielorussa al governo di Minsk.

"Le condizioni in carcere sono disumane - ha detto - torturano le persone sia fisicamente che psicologicamente. Picchiano con manganelli donne e uomini. Conosco casi di persone che non ce l'hanno fatta e si sono suicidate. La vita per i prigionieri politici è molto dura. Nella mia esperienza in carcere posso dire che eravamo in diciotto in una piccolissima cella per quattro. Senza docce, medicine e avvocato".

Yuliya non può tornare nel suo Paese e quando lo racconta i suoi occhi azzurri lasciano trasparire la commozione: "Non posso tornare più, bisogna prima cambiare il regime. Dopo le elezioni del 2020 la protesta è durata tre mesi. Poi è stata repressa. Abbiamo bisogno della solidarietà del mondo libero. Il silenzio del mondo favorisce la dittatura".

Poi accenna a un sorriso quando le viene ricordato che in Italia c'è chi parla di dittatura sanitaria: "Andate a Minsk, vedrete lì cosa è una dittatura". L'attivista bielorussa ha raccontato che "in tanti sono stati costretti ad andare via. Siamo otre 500mila i profughi e i rifugiati. Quelli che stanno a casa non possono comunicare con noi, si rischiano pene severissime".

La guerra scatenata dalla Russia di Putin in Ucraina è stata una svolta inattesa per lei, sia per i tempi che per le modalità: "Non so nemmeno cosa dire, i bielorussi non sono riusciti a far nulla. Senza l'aiuto del mondo è impossibile fare qualcosa. La propaganda, soprattutto in Russia, è molto forte. E anche da noi".

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