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Cisl-Cgil, scricchiola unità sindacale, botta e risposta fra Furlan e Landini

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Sindacati a una verifica 'di maggioranza' a gennaio come il governo? Per qualcuno sembra proprio di sì e il 'check up' in arrivo, nonostante l'intensa fase di mobilitazione comune di questi giorni, dovrà monitorare lo stato di salute dell'unità sindacale, strada imboccata a fine gennaio 2018 già dal palco del congresso Cgil che incoronò Maurizio Landini nuovo segretario generale, ma che oggi appare decisamente poco florida.  

A portare a galla le tensioni che scorrono da qualche tempo sotto traccia, soprattutto tra Cisl e Cgil, le battute di oggi del leader della confederazione di via Po, Annamaria Furlan, riservate proprio a Landini e alla sua ultima proposta di un 'patto per il lavoro' rivolta al governo, nel corso di una intervista ad un quotidiano. "Se dopo tanto tempo Maurizio vuole fare sua una nostra vecchia proposta, non posso che esserne contenta. Ma la concertazione è una cosa seria. Non può essere fatta di sorrisi e buone maniere...la si fa fra soggetti liberi e autonomi", attacca Furlan che aggiunge: "se viceversa serve a introdurre per legge la riforma della rappresentanza, il salario minimo o a modificare le regole sul mercato del lavoro, allora non va bene". 

Immediata la replica del segretario Cgil dai microfoni di una radio: "La Cgil non ha fatto nessun sorriso di troppo a questo governo. Noi abbiamo fatto il nostro mestiere e poi a me le persone che sorridono sono simpatiche ma il problema è che si risolvano i problemi e la Cgil ha sempre giudicato le persone per quello che fanno". 

Un botta e risposta non nuovo tra Cgil-Cisl, l'ultimo una decina di giorni fa, che aveva visto uno scambio rovente di comunicati tra sindacati dopo l'intervista di Landini su Rai3 causa la scarsa rappresentanza di bandiere che non fossero della Cgil, e che rivela molto dunque della distanza che nelle ultime ore sta scavando un solco tra i sindacati. 

Una diversità che si gioca, non solo sulla diversa visione di interventi di legge sul mercato del lavoro, ma che passa anche da una valutazione profondamente diversa sulla manovra e sul rapporto sindacati-governo e che si alimenta dall'incrocio di reciproci scambi di critiche: il patto per il lavoro, lanciato senza alcuna concertazione con Cisl e Uil il giorno della prima manifestazione unitaria sulla manovra, 'spariglia' le carte della piattaforma comune, accusano in Cisl puntando il dito sul tentativo di fuga in avanti della confederazione di Corso Italia su temi non previsti dall'intesa unitaria; soffrono quello che appare come un rapporto privilegiato tra Conte e Landini ma che di fatto ha riaperto la porta al sindacato a palazzo Chigi escluso da tutto fino a quel momento, replicano in Cgil. Sia come sia nei sindacati sembra aprirsi una fase nuova: lo dirà a breve il prossimo anno e quel 'tagliando' probabilmente in arrivo tra Cgil, Cisl e Uil.