Classificazioni dei farmaci: classi e pagamento del ticket

Per i medicinali ci sono tre distinte tipologie di appartenenza per regime di fornitura e rimborsabilità

Tre modalità di pagamento per tre classi di farmaci: A, C, H. Una classificazione da conoscere per comprendere meglio non solo il regime di fornitura, ma soprattutto il soggetto che se ne fa carico in termini di rimborsabilità. Alla classe A appartengono i farmaci a carico dal Servizio Sanitario Nazionale, che però possono subire da parte delle Regioni l’imposizione del ticket. Essenziali per la salute, curano malattie croniche (quali l'ipertensione, il diabete, l'asma) o malattie acute gravi ma limitate nel tempo (per esempio le infezioni) e richiedono necessariamente la ricetta medica. Al gruppo A appartengono anche i farmaci della classe H, vale a dire gli ospedalieri che non si possono vendere in farmacia ma sono a disposizione solo delle strutture sanitarie. Anche essi però sono gratuiti.

Nella C, rientrano quelli a carico del cittadino. Molto eterogenei, si possono acquistare con ricetta medica, ma non vale per tutti quelli che figurano in questa categoria. Alla stessa appartengono anche i farmaci da automedicazione, senza obbligo di ricetta, venduti anche fuori dalle farmacie. Alcuni farmaci collocati in classe C possono essere però rimborsati se figurano ad esempio "in classe A con nota". Sono rimborsati solo se il paziente è nelle condizioni previste dalla nota Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco).

Le note sono uno strumento regolatorio che definisce gli ambiti di rimborsabilità dei farmaci senza interferire con la libertà di prescrizione del medico. Rappresentano, come prescrive l’Aifa, delle indicazioni che ogni medico deve obbligatoriamente rispettare per poter prescrivere alcuni farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Spetta al medico decidere se apporre o meno la nota Aifa sulla ricetta. Le note vengono aggiornate periodicamente dall'Aifa: l'ultima versione è quella del 2009. Una nota può essere quando un farmaco è autorizzato per diverse indicazioni cliniche, di cui solo alcune per patologie rilevanti; quando il farmaco è finalizzato a prevenire un rischio che è significativo solo per uno o più gruppi di popolazione; quando il farmaco si presta non solo a usi di efficacia documentata, ma anche a usi impropri.

La A, e la C, hanno inglobato anche i farmaci della fascia B, abolita dalla legge 388 del dicembre 2000. Ma come sono disciplinati i prezzi? I farmaci che necessitano di prescrizione medica hanno un prezzo unico su tutto il territorio nazionale. Per i farmaci rimborsati dal Ssn (in classe A) il prezzo viene stabilito per contrattazione tra l'Aifa e l'azienda produttrice; per i farmaci in classe C con obbligo di ricetta il prezzo è stabilito dalle aziende produttrici. I farmaci da automedicazione (OTC e SOP), quelli cioè di libera vendita che si possono trovare sia in farmacia sia nella grande distribuzione, hanno un prezzo libero. E' il farmacista o il gestore dell'esercizio a definire il prezzo del farmaco, che quindi può variare da un esercizio all'altro. Baluardo da federalismo fiscale è invece il ticket: le Regioni possono introdurlo o meno, come compensazione delle spese per la sanità, anche se non mancano esenzioni per specifiche categorie.