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Claudio Santamaria e Gabriele Mainetti raccontano «Freaks Out»

·1 minuto per la lettura

L'ultima collaborazione di Claudio Santamaria e Gabriele Mainetti è stato un film rivoluzionario - e piuttosto costoso.

Si tratta di «Freaks Out», una storia ambientata nella Roma del 1943, che segue le vicende di quattro personaggi dagli strani poteri per cui sono stati spesi ben 12 milioni e 960mila euro, e utilizzati 1400 effetti digitali.

«Il budget? Forse tanto per un film di genere», spiega Gabriele Mainetti a Vanity Fair.

«Ma io sono attento e per farlo così davvero non potevamo spendere meno, è fin poco per quello che dà».

Il film è stato definito un kolossal italiano, ma anche una favola contro la diversità, ambientata in un periodo storico piuttosto feroce.

Per trasformarsi nei "freaks" i protagonisti sono passati nelle mani di esperti make-up artist.

«Io mi sono accollato quattro ore e mezza di trucco ogni giorno», rivela Claudio Santamaria a MoviePlayer. «Più lo strucco, che non ho mai citato, che durava una quarantina di minuti. Tornavo a casa e puzzavo di colla e di pelo! Entravo nel letto e mia moglie mi diceva: "Ma cos'è questo odore?" e io dicevo: "No amore non ti preoccupare!". E mi svegliavo col cuscino la mattina e restava attaccato, quindi avevo colla ovunque - ricorda l'attore -. Devo dire però che era un accollo meraviglioso, perché questo accollo poi ha prodotto un grande film. Quindi la fatica è stata ampiamente ripagata».

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