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Da De Mita a Casalino, ritratto di Mastella. Responsabile ma non fesso

Stefano Baldolini
·Ufficio centrale HuffPost
·2 minuto per la lettura
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella al cinema Adriano durante la presentazione del Festival Nazionale del  Cinema e della Televisione di Benevento, Roma 11 giugno 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI (Photo: ANSA)
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella al cinema Adriano durante la presentazione del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento, Roma 11 giugno 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI (Photo: ANSA)

Poiché ogni responsabile oggi va illuminato, non resta che spostarci su chi alla “luce del sole” ha sempre operato. Sull’illuminatissimo Clemente Mastella. Uno a cui la parola “costruttore” si attaglia alla perfezione, diviene abito su misura, financo grisaglia istituzionale, soprattutto perde l’aura troppo quirinalizia per mutarsi in eterna solare commedia all’italiana.

Responsabile, trasformista o costruttore, Clemente Mastella da Ceppaloni è uno di cui si sa tutto, ogni aspetto della vita privata e pubblica è alla luce del sole. Lungo la sua sempiterna carriera non è stato difficile carpire i segreti del suo successo, ci ha pensato lui a diffonderli urbi et orbi. Lui che i media se li incarta come con i giornali una volta si incartava il pesce. Da precursore di ogni Rocco Casalino è stato il capo ufficio stampa della Democrazia cristiana di Ciriaco De Mita. Il segretario faceva ragionamenti e lui li traduceva in notizie. Col filosofo di Nusco, odio-amore. Rivela nella sua recente autobiografia “Non sarò Clemente. Memorie dell’ultimo democristiano”: “Ero il portavoce, ma in tv doveva apparire solo lui. Durante le direzioni Dc, quando arrivavano le telecamere dovevo abbassarmi o nascondermi dietro le scrivanie per non farmi riprendere.”

Ma è proprio grazie a De Mita che il figlio di un maestro, laureato in Filosofia (“primo in una famiglia di analfabeti”), giornalista, sarebbe entrato in Rai senza regolare concorso. Lo scrivono Stella e Rizzo ne “La Casta”. Risultato: tre giorni di sciopero contro il suo ingresso nella redazione locale. Lui in seguito ha fatto il vago. “La storia del mio potere in Rai è stata una leggenda. Ciriaco ascoltava solo a Biagione Agnes”. Ma qui entriamo nella pratica dc e barocca della dissimulazione onesta di Torquato Accetto, autore amato dal presidente Cossiga, che nel...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.