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Clima, l’Ue ha raggiunto gli obiettivi del pacchetto 20-20-20

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Image from askanews web site
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Bruxelles, 26 ott. (askanews) - L'Unione europea ha conseguito tutti i suoi tre principali obiettivi climatici ed energetici che erano stati concordati nel 2007 con il pacchetto 20-20-20: ridurre del 20%, entro il 2020, le emissioni di gas serra rispetto al 1990, e allo stesso tempo aumentare del 20% il consumo di energia da fonti rinnovabili e l'efficienza energetica. Lo afferma l'Agenzia europea dell'ambiente di Copenaghen (Aea), con una sua nuova valutazione pubblicata oggi insieme al rapporto "Tendenze e proiezioni in Europa 2021".

L'Agenzia sottolinea inoltre che il nuovo obiettivo Ue di una riduzione del 55% delle emissioni nette di gas serra per il 2030 è raggiungibile "se verranno compiuti ulteriori sforzi e si adottano e si attuano nuove politiche".

Secondo i dati preliminari dell'Aea, le emissioni di gas serra dell'Ue sono diminuite del 10% dal 2019 al 2020, dopo una riduzione del 4% dal 2018 al 2019. Il forte calo è stato fortemente correlato alla pandemia di Covid-19, ma l'entità di questo effetto è incerta rispetto al ruolo delle politiche climatiche. L'analisi dell'Agenzia si basa sui dati finali sul clima e sull'energia per il 2019 e sui dati preliminari per il 2020.

Secondo le stime, nel 2020 le emissioni complessive di gas serra dell'Ue a 27 sono state inferiori del 31% rispetto ai livelli del 1990, mentre la riduzione netta (che prende in considerazione le compensazioni dovute ai "pozzi di assorbimento" di CO2 come le foreste) è stata del 34%. Un risultato che ha superato di gran lunga l'obiettivo di riduzione del 20%.

Solo 21 Stati membri, comunque, hanno raggiunto il loro sotto-obiettivo di riduzione nazionale per il 2020, sulla base di dati preliminari. Non ce l'hanno fatta invece sei paesi: Cipro (obiettivo: -5%), Finlandia (-16%), Germania (-14%), Irlanda (-20%) e poi Bulgaria e Malta, che potevano aumentare, invece di ridurre, le proprie emissioni rispettivamente del 20% e del 5%. Questi paesi dovranno acquistare delle quote di emissione da altri Stati membri per rispettare i loro obiettivi legali.

L'Italia aveva come obiettivo nazionale, che ha conseguito, una riduzione del 13% delle emissioni, mentre la Francia doveva tagliarle del 14%, la Spagna del 10%, l'Olanda e l'Austria del 16%, la Svezia del 17%, la Danimarca del 20%, il Belgio del 15%, la Slovacchia del 13%, l'Ungheria del 10% e la Repubblica ceca del 9%. Ce l'hanno fatta anche la Polonia e la Romania, che potevano aumentare le emissioni rispettivamente del 14% e del 19%.

I settori economici nell'ambito del sistema europeo della borsa delle quote emissioni (Ets), e in particolare la produzione di elettricità e l'industria pesante, hanno prodotto riduzioni delle emissioni molto più consistenti rispetto ai cosiddetti settori "non Ets", (sottoposti alla normativa "Effort Sharing", ovvero sulla "condivisione degli sforzi), che includono i trasporti, l'edilizia e l'agricoltura.

Per quanto riguarda gli altri obiettivi del pacchetto, le stime preliminari dell'Aea indicano che nel 2020 l'Ue ha raggiunto una quota del 21,3% di energie rinnovabili nel suo consumo energetico, anche qui superando l'obiettivo prefissato. I progressi sono dovuti principalmente all'aumento dell'uso delle rinnovabili per l'elettricità, il riscaldamento e il raffreddamento. L'uso delle rinnovabili nei trasporti sta aumentando più lentamente: i dati preliminari indicano che l'Ue ha appena raggiunto l'obiettivo del 10%.

Quanto all'aumento dell'efficienza energetica (calcolata come riduzione del consumo), il conseguimento dell'obiettivo del 20% era sembrato improbabile fino all'anno scorso. Poi, i lockdown sanitari del 2020 dovuti al Covid-19 sembrano aver spinto il consumo di energia primaria e finale dell'Ue al di sotto dei livelli target, rispettivamente del 5% e del 3%. Ulteriori riduzioni del consumo energetico, con un calo notevolmente più rapido, saranno necessarie comunque per mantenere la rotta verso gli obiettivi più a lungo termine, sottolinea l'Agenzia.

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