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Climate Action 100+

Pierpaolo Molinengo
 

Pieter van Stijn, Thomas Hassl e Derek Ip di BMO Global Asset Management, spiegano che Climate Action 100+, lanciata nel dicembre 2017 in occasione del One Planet Summit, è un’iniziativa mondiale che promuove la partecipazione attiva degli investitori nelle aziende in cui investono. Piu precisamente, questo progetto intende guidare la transizione verso un ambiente a basse emissioni di carbonio, lavorando attivamente con le 100 società piu “importanti a livello sistemico” le quali, insieme ad almeno altre 60, contribuiscono alla produzione dei due terzi delle emissioni industriali annuali di gas serra.

Finora gli investitori vi hanno aderito con un patrimonio gestito di oltre 32.000 mld di dollari, rendendola probabilmente l’iniziativa simbolo a livello mondiale della partecipazione attiva tra gli investitori e le aziende. Il 2018 ha visto svolgere 277 assemblee, 32 a livello di CdA.

Partecipazione attiva

L’iniziativa chiede alle aziende di agire in tre ambiti:

  • Governance: Attuare un solido quadro di riferimento di governo societario che regoli in modo chiaro le responsabilita del CdA e la supervisione dei rischi e delle opportunita conseguenti al cambiamento climatico.
  • Gestione delle emissioni: Agire per ridurre le emissioni di gas serra lungo l’intera catena di valore, in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, al fine di limitare l’aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2 gradi Celsius.
  • Comunicazione: Offrire una comunicazione finanziaria più conforme, in linea con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), un’unita operativa che fornisce informative sul rischio finanziario legato al cambiamento climatico, e, ove applicabile, orientamenti settoriali specifici.

BMO GAM ha partecipato attivamente all’iniziativa Climate Action 100+, fungendo da capofila o capofila associata di 4 società e impegnandosi con altre 14 società. Gli eventi principali del 2018 includono:

  1. Intervento all’Assemblea annuale di Fiat Chrysler per spingere ad adottare una strategia più propositiva volta allo sviluppo di veicoli ibridi ed elettrici.
  2. Avvio del dialogo con il colosso sudcoreano dell’acciaio POSCO, una società che finora e stata contraria all’adozione di strategie di gestione del cambiamento climatico, come l’analisi degli scenari.
  3. Dialogo con Duke Energy, societa americana del settore dell’energia elettrica, in seguito alla pubblicazione della Relazione sul cambiamento climatico, richiedendo ulteriori dettagli sulla loro strategia di abbandono del carbone.
  4. Importanti passi in avanti sono stati fatti con la Royal Dutch Shell che nutre forti ambizioni nella riduzione dell’impronta di carbonio netta, sia del processo produttivo che dei suoi prodotti - spiegano Pieter van Stijn, Thomas Hassl e Derek Ip -. La società si sta adoperando per tradurre quell’ambizione in obiettivi a medio termine da integrare nella politica di remunerazione.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online