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Climatizzatori, tutto quello che c’è da sapere sugli incentivi fiscali

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(Getty)
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Chi decide di installare un condizionatore a casa può fruire di tre diversi tipi di incentivi. Quello legato alla ristrutturazione edilizia, quello relativo al risparmio energetico e quello inerente al conto termico. La convenienza di una tipologia invece che dell’altra dipende da diversi fattori, soprattutto fiscali.

I bonus condizionatori

In generale, per “bonus condizionatori 2019” si intende una detrazione Irpef che può variare dal 50 al 65 per cento, a seconda della tipologia di intervento di efficientamento energetico dell’appartamento o dello stabile. A fare chiarezza sulle varie possibilità di accesso ai finanziamenti sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana che produce impianti di riscaldamento e raffrescamento. “Gli incentivi disponibili per l’acquisto di un nuovo condizionatore sono una grande occasione per tutti - spiega l’ing. Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm - grazie a questi è possibile vedersi rimborsare fino al 65 per cento della spesa investita per l’acquisto di un nuovo sistema di condizionamento che ci farà risparmiare in bolletta facendo del bene anche all’ambiente”.

Per chi ristruttura casa

Chi ristruttura casa e decide di acquistare anche un condizionatore ha diritto ad un incentivo, ossia una detrazione Irpef del 50 per cento della cifra investita, dilazionata in 10 anni. Per beneficiare dell’agevolazione, però, il beneficiario deve essere in possesso di un reddito che consenta quindi di effettuare la detrazione.

L’Ecobonus

L’aliquota dell’Ecobonus è più alta rispetto a quella della “ristrutturazione”, raggiungendo il 65 per cento della spesa. Per godere di questa misura, però, è richiesto che l’impianto da installare sia una sostituzione di un impianto di climatizzazione già esistente.

Il conto termico

Il conto termico opera solo nel caso in cui il condizionatore che si vuole installare superi una soglia minima di prestazione di efficienza energetica. Il beneficio, dopo il calcolo, potrebbe coprire solo il 30 per cento della spesa. Per accedere agli incentivi è fondamentale che il pagamento dei lavori venga effettuato con sistemi tracciabili e che sia documentato da una fattura.

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