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Cna Lombardia: bene misure economiche, ma sono solo primo passo

Lzp

Milano, 18 mar. (askanews) - "Un primo passo per sopravvivere allo tsunami sanitario ed economico, ma solo un primo passo". Così il presidente di Cna Lombardia, Daniele Parolo, a commento del decreto Cura Italia emanato dal Governo. "25 miliardi di euro sono una cifra rilevante, ma non sufficiente. È giusto che le risorse vengano prioritariamente dedicate alla Sanità, allo sforzo eroico di medici e infermieri; appare però significativo che l'assegno dedicato ai lavoratori autonomi sia inferiore a quello del reddito di cittadinanza: avremmo accolto con maggior favore, ovviamente, almeno un'equiparazione".

Sul terreno delle scadenze fiscali bisogna andare oltre le condizioni, le soglie, il perimetro qualitativo e quantitativo individuato dal Decreto. "CNA Lombardia ritiene che l'Europa abbia il dovere di scendere in campo con misure fresche da mettere su un grande piano di rilancio, a partire da un universo di piccole e grandi opere di infrastrutturazione e di manutenzione del territorio, iniziando dalla struttura sanitaria, oggi così centrale nel suo significato etico e politico".

"Abbiamo migliaia di imprese - prosegue il segretario regionale Stefano Binda - pronte a contribuire a questo grande piano di cura e di rilancio, a partire da una filiera del tessile cui possiamo fornire indicazioni tecniche su come riorientare la produzione al servizio del mondo sanitario. Comprendiamo che il Governo si stia muovendo entro margini finanziari molto risicati. Bisognerà che la moratoria fiscale e le misure di supporto alla liquidità siano più strutturati e strutturali, con un serio coinvolgimento delle banche, perché se la via di contenimento del contagio impone prioritariamente un rallentamento, o una chiusura, delle attività economiche, allora bisogna essere conseguenti e permettere loro di sopravvivere alla tempesta".