Italia Markets open in 5 hrs 7 mins

Cnel: Parlamento calendarizzi ddl su gap gender

Cos

Roma, 25 nov. (askanews) - "Il Parlamento calendarizzi la proposta di legge del Cnel assegnata alle commissioni Lavoro di Camera e Senato, dal titolo "Modifiche all'articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in materia di rapporto sulla situazione del personale", presentata con l'obiettivo di ridurre le discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro". Ad affermarlo è Gianna Fracassi, vicepresidente del Cnel, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il ddl "senza aggravio di costi per le casse dello Stato, rientrante nel programma delle attività del Cnel per il biennio 2019-2020, rappresenta - si legge in una nota - il continuum di un percorso avviato negli anni precedenti e culminato nella costituzione, nell'ambito della Commissione II Politiche sociali e sviluppo sostenibile, del Forum permanente sulla parità di genere, nato per mettere in rete le diverse organizzazioni impegnate su questo tema, in particolar modo quelle che lavorano sui problemi dell'occupazione femminile. L'organismo è composto da esponenti di Cgil, Uil, Regione Lazio, Confindustria, Casartigiani, Abi, Confetra, Regione Sardegna, Formedil, Coldiretti, Fast Mobilità, Confedir, Cisl, Confagricoltura, Confprofessioni, Cida, Confartigianato ed Acli, e ne fanno parte le consigliere del CNEL dell'attuale consiliatura".

Il testo è composto da un solo articolo e prevede l'abbassamento della soglia dei 50 dipendenti (non i 100 attualmente previsti) per le aziende pubbliche e private che devono redigere, con cadenza biennale, un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile. "Qualora, nei termini prescritti, le aziende non trasmettano il rapporto sulla situazione del personale, l'ispettorato territoriale del lavoro invita le aziende stesse a provvedere entro 60 giorni. In caso di inottemperanza, l'Ispettorato stesso applica una sanzione fino all'uno per cento del monte retributivo aziendale. In caso di reiterazione dell'inottemperanza, si applica la sospensione per un anno dei benefici contributivi e fiscali eventualmente goduti dall'azienda".

Nella relazione illustrativa si legge che "a fondamento dell'iniziativa, c'è la constatazione che, ancora oggi, nel mercato del lavoro hanno luogo discriminazioni di genere nel rapporto lavorativo, che ostacolano la piena integrazione degli uomini e delle donne nella vita economica e sociale. Occorre una formulazione normativa che renda certo l'arco temporale di riferimento del rapporto, al fine di garantire un flusso di dati tracciati, nonché la comparazione e valutazione degli stessi".

Inoltre, in base a quanto prevede il comma 5 del ddl, "Con cadenza biennale, il Cnel, tenendo conto anche della Relazione sul bilancio di genere redatta ai sensi dell'articolo 38-septies, comma 3-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, trasmette una relazione al Parlamento nella quale sono contenute considerazioni e proposte, anche legislative, funzionali a garantire effettive condizioni di pari opportunità di genere nel mercato del lavoro".

Secondo l'Eurostat in Italia esiste un gap retributivo di genere, parametrato sul salario annuale medio, attorno al 43%, di almeno 2 punti percentuali superiore alla media europea (41,1%). La penalizzazione retributiva colpisce ancor più le lavoratrici madri per le rigidità dell'organizzazione del lavoro e per la inadeguatezza del welfare aziendale: il Rapporto annuale Inps 2018 riporta una perdita del 35% dello stipendio delle donne occupate a seguito della nascita di un figlio.