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Cognome, è la parola di Laura Grimaldi e Serena Tateo contro la violenza sulle donne

a cura di Monica Ceci
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Ba Hoang Duong Ly / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Ba Hoang Duong Ly / EyeEm - Getty Images

From ELLE

Abbiamo chiesto a 15 autori di libri, spettacoli, canzoni di raccontare la violenza con una parola. Le loro 15 scelte sono diventate il nostro dizionario. Per ricordarci che ci sono tanti modi di fare o subire un abuso. E altrettanti di liberarsene.

Cognome: è la parola di Laura Grimaldi e Serena Tateo. Il loro nuovo libro, con Daniela Delle Foglie e Michela Giraud, è Tea (Harper Collins), storia di una messia femmina.

PLAY. «Hi, I’m Michelle Obama and this is The Michelle Obama Podcast». Alla prima frase del podcast di una delle donne più influenti del mondo, già avremmo potuto capire quello che poco dopo ci avrebbe fatto esplodere il cervello. Invece quando l’ex first lady parla con il suo ospite, tale Craig Robinson, ancora non ci siamo arrivate. Lo tratta in modo informale, affettuoso. Ma chi è? Michelle diccelo. Confessa! Perché lo tratti come se fosse tuo... Ah, già. Craig è il fratello.

STOP. Robinson, Michelle Robinson. E chi se lo ricordava? Il suo cognome l’avevamo rimosso in favore di quello del marito, cancellando tutto quello che è stata prima di lui.
D’altronde in larga parte del mondo la legge stabilisce che col matrimonio la donna prenda il cognome del marito. Prima della riforma del diritto di famiglia era così anche in Italia: l’esistenza femminile veniva fusa a quella del coniuge e alla donna veniva amputata una fetta di identità. Ora dipendi dal cognome di tuo marito e dalla sua indole. E sebbene esistano uomini gentili, i diritti e l’identità – a occhio – ci sembrano un pelino più affidabili della gentilezza.

La violenza domestica spesso infatti inizia proprio quando le donne vengono zittite e cancellate. Alcune spariscono giorno dopo giorno. Altre di colpo. Ma è fin dalla nostra nascita che iniziamo a scolorire: quando il cognome che ci viene assegnato in automatico è quello del padre. E così nasciamo cancellando nostra madre, le nostre nonne, le trisavole. Come faceva di cognome la bisnonna? La bi-chi? PUFF, sparita anche lei. Ma è solo un nome, che ti frega? Dirà il signor Tale. Signor Tale, lo sa qual è l’unico posto in cui ai “figli” è stato dato in automatico il cognome della madre? Il cimitero dei feti di Roma. Un posto dove, all’insaputa delle donne che hanno praticato un’interruzione volontaria di gravidanza, sono state piantate croci col loro nome e cognome sopra, senza nemmeno chiedere permesso. Insomma, a scomparire stavolta è stata direttamente la libertà di decidere.