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Coldiretti, balzano acquisti alimenti di base. Pasta +59%

Fgl

Roma, 23 mar. (askanews) - "Spesa di guerra per gli italiani al tempo del Coronavirus con un aumento degli acquisti del 50% per le uova e del 47% per il latte Uht ma sale addirittura del 59% la pasta di semola, del 17% il caffe' macinato e del 9% l'acqua". E' quanto emerge da una analisi di Coldiretti su come sono cambiati gli acquisti alimentari degli italiani con crescite generalizzate e picchi che riguardano i beni primari come durante l'ultimo conflitto mondiale, secondo i dati IRI relativi all'ultima settimana rilevata dall'8 al 15 marzo.

"Con l'emergenza si torna a comprare soprattutto prodotti di base con la tendenza - sottolinea la Coldiretti - ad accumulare prodotti a lunga conservazione come Grana Padano e Parmigiano (+38%), tonno sott'olio (+34%) e salumi (+22%)". "E nella top five dei prodotti alimentari che hanno avuto il maggiore incremento di vendite nell'ultimo mese di emergenza Coronavirus ci sono - precisa la Coldiretti - le farine a pari merito con i legumi secchi (+83%), seguiti dalla carne in scatola (+82%), dai fagioli conservati (+72%) e dal lievito di birra (+70%) che evidenzia un ritorno in cucina degli italiani costretti a rimanere tra le mura domestiche". Il risultato è che in 4 famiglie su dieci (38%) sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe'.

"Un comportamento irrazionale che oltre a costringere a pericolose file - continua la Coldiretti - mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani ai quali è stato richiesto di continuare ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all'industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione".

"Una realtà che allargata dai campi agli scaffali - continua la Coldiretti - vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercato (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000)".

"Una rete diffusa lungo tutto il territorio che - sottolinea la Coldiretti - viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane dove stalle, serre e aziende continuano a produrre per seguire i cicli della natura, dall'attività di allevamento a quella di coltivazione, come dimostrano le campagne social avviata dalla Coldiretti #l'agricolturanonsiferma e #MangiaItaliano".