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Coldiretti: con taglio raccolti Ucraina prezzi grano +22%

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Image from askanews web site
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Roma, 26 apr. (askanews) - Il taglio dei raccolti in Ucraina e le difficoltà di trasporto a causa della guerra hanno provocato nei due mesi di guerra un aumento del 22% dei prezzi mondiali del grano, ma ad aumentare del 17% sono state anche le quotazioni del mais destinato all'alimentazione animale e tutte le principali produzioni agricole. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti effettuata sulla base dell'andamento delle quotazioni al Chicago Board of Trade, punto di riferimento mondiale del commercio delle produzioni agricole.

Con la guerra rischia di venire a mancare dal mercato oltre un quarto del grano mondiale con l'Ucraina che insieme alla Russia controlla circa il 28% sugli scambi internazionali con oltre 55 milioni di tonnellate movimentate, ma anche il 16 % sugli scambi di mais (30 milioni di tonnellate) per l'alimentazione degli animali negli allevamenti e ben il 65% sugli scambi di olio di girasole (10 milioni di tonnellate), secondo l'analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Centro Studi Divulga.

Una situazione aggravata dal blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero a causa dell'invasione russa che ha alimentato l'interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che, spiega la Coldiretti, si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l'oro fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall'andamento reale della domanda e dell'offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati "future" uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori.

A due mesi dall'inizio la guerra è già costata secondo la Coldiretti quasi 100 miliardi di dollari a livello globale solo per l'aumento dei prezzi di grano e mais.

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