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Coldiretti: il Covid spinge speculazioni sul cibo

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Image from askanews web site
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Roma, 15 giu. (askanews) - I prezzi dei prodotti base dell'alimentazione hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi dieci anni trainati dalle quotazioni in forte aumento per oli vegetali, zucchero e cereali. Lo sottolinea la Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sull'inflazione a maggio e sulla base dell'Indice Fao dei prezzi delle materie prime agricole dello stesso mese. Si tratta - sottolinea la Coldiretti - del risultato di un anno di aumenti consecutivi con l'indice Fao che ha raggiunto un valore medio di 127,1 punti, che costituisce un incremento del 39,7% rispetto a maggio 2020.

A tirare la volata sono i prezzi internazionali dei cereali cresciti del 36,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, ma va anche segnalato il balzo del 10% nelle quotazioni della carne. "Sono gli effetti delle manovre finanziarie sul cibo che stanno giocando senza regole - commenta Coldiretti - sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi".

"L'emergenza Covid - rileva la Coldiretti - sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime anche nel settore agricolo nazionale che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l'Italia che è fortemente deficitaria ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all'atteso piano proteine nazionale per l'alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri".

Nell'immediato - sostiene la Coldiretti - occorre garantire la sostenibilità finanziaria delle stalle affinché i prezzi riconosciuti alla stalle per latte e carne non scendano sotto i costi di produzioni in forte aumento per effetto dei rincari delle materie prime alla base dell'alimentazione degli animali. Proprio per i ritardi infrastrutturali in Italia - spiega la Coldiretti - si trasferiscono solo marginalmente gli effetti positivi delle quotazioni sui mercati internazionali che invece impattano molto più pesantemente sul lato dei costi per le imprese soprattutto impegnate nell'allevamento che stanno affrontando una grave crisi".

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