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Coldiretti: paesi G20 taroccano alimenti made in Italy per 100 mld

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Image from askanews web site
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Roma, 18 set. (askanews) - L'emergenza Covid con la frenata del commercio internazionale spinge a oltre 100 miliardi di euro il valore dei falsi Made in Italy nel mondo sottraendo risorse e opportunità di lavoro all'Italia con il paradosso che i più attivi taroccatori del cibo Made in Italy nel mondo sono proprio i paesi ricchi ed emergenti del G20 che approfittano della pandemia per sostituire i prodotti tricolori con imitazioni di bassa qualità. Lo denuncia la Coldiretti in occasione del G20: in Piazza Santa Croce l'associazione ha allestito una mostra delle imitazioni dei veri prodotti italiani scoperti nei 20 Paesi partecipanti al Summit sull'agricoltura di Firenze.

Un denuncia pubblica per chiedere ai grandi della Terra un intervento immediato contro un fenomeno vergognoso che ha un impatto devastante sull'economia nazionale e che è ormai diffusissimo in tutti i Continenti e prolifera nei momenti di difficoltà delle aziende italiane e ha già raggiunto valori preoccupanti paria a piu' del doppio delle esportazioni agroalimentari Made in Italy.

Nella mostra sono stati esposti prodotti grotteschi. Se gli argentini si sono specializzati nella produzione di formaggi che richiamano alle nostre Dop più prestigiose - spiega Coldiretti - come il Reggianito o il Grana Pampeana, magari "innaffiati" da Marsala fasullo e Bordolino Vino Tinto, in Australia va forte il Perfect Italiano Parmesan, tarocco del nostro Parmigiano reggiano, da grattugiare sopra le San Remo Penne. Anche il Brasile è una miniera di falsi che vanno dalla Mortadela al Parmesao fino al Caccio Cavalo, così come i canadesi che non si vergognano di vendere prodotti come il Veneto Salami o il provolone e il montasio "made in acero", fino al kit di polveri per fare il Chianti.

Per colpa del cosiddetto "italian sounding" nel mondo - stima la Coldiretti - più due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese. Con la lotta al falso Made in Italy a tavola - afferma la Coldiretti - si possono creare ben 300mila posti di lavoro in Italia. "Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale" ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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