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Coldiretti: in primi 5 mesi anni export frutta +6%, è record

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Image from askanews web site
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Roma, 7 set. (askanews) - L'ortofrutta fresca e trasformata Made in Italy è la prima voce dell'export agroalimentare Made in Italy e, nei primi cinque mesi del 2021, ha messo a segno il record storico di un aumento in valore di oltre il 6% sull'export, favorito dalla domanda di alimenti salutistici spinta nel mondo dalla pandemia Covid. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2021 diffusa in occasione del al Macfrut 2021. Oggi è stato firmato un protocollo di intesa fra Coldiretti, l'Autorità portuale di Ravenna, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Ravenna per l'avvio del progetto 'Farm to port', per la valorizzazione del porto di Ravenna come scalo logistico commerciale di riferimento per prodotti ortofrutticoli Made in Italy a livello nazionale e con il resto del mondo.

I primi consumatori di frutta e verdura Made in Italy sono nell'ordine Germania, Francia, Gran Bretagna e Austria, che da sole rappresentano quasi la metà (49%) dell'export nazionale nel 2021, a seguire Svizzera, Olanda e Polonia. Nonostante l'emergenza Covid le esportazioni di ortofrutta italiana in questi Paesi sono cresciute in misura significativa: la Germania registra un balzo di quasi il 9%, la Francia di oltre il 4%, l'Austria sfiora il +11%, la Svizzera supera di slancio il 7%, l'Olanda vola sopra il 9% mentre la Polonia arriva a quasi il +22%, con l'unico segno negativo per il Regno Unito che registra un calo del -10% a causa delle difficoltà legate alla Brexit.

"Su questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci costa la nostro Paese oltre 13 miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea - spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - il settore dell'ortofrutta può svolgere un ruolo di traino per l'export e l'obiettivo dell'intesa sul porto di Ravenna è proprio quello di consolidare e sviluppare i traffici di prodotti agroalimentari e ortofrutticoli con la creazione di un sistema fortemente interconnesso tra le aree produttive e la rete infrastrutturale nazionale ed europea per massimizzare la capacità logistica a servizio del Made in Italy".

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