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I colossi del petrolio possono aiutare a salvare il pianeta: ecco come

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
I colossi del petrolio possono aiutare a salvare il pianeta: ecco come
I colossi del petrolio possono aiutare a salvare il pianeta: ecco come

Secondo Aberdeen Standard Investments i "big oil" possono trasformarsi dal ruolo di maggiori inquinatori a quello di parte importante della soluzione per il cambiamento climatico. Gli esempi di BP, Total e Shell

Sono ormai un quarto del Fortune 500 le grandi società globali che vantano obiettivi di azzeramento delle emissioni, con pesi massimi come Danone, Unilever e Vodafone in testa. Fra i nomi virtuosi si è inaspettatamente aggiunta la nuova categoria delle major petrolifere. Mentre gli investimenti ESG entrano nel mainstream, è fondamentale capire quali realtà hanno il diritto di essere inserite in un portafoglio sostenibile, e molte delle big oil ritengono di averlo. Lo rileva Aberdeen Standard Investments sottolineando che nel 2020 la britannica BP si è impegnata a ridurre la produzione di petrolio del 40% nel prossimo decennio e ad aumentare gli investimenti in rinnovabili fino al 30% del totale per arrivare a azzerare le emissioni nette entro il 2050.

BIG AMERICANI PIÙ INDIETRO

Aberdeen Standard fa anche i casi del colosso francese Total e dell’olandese Royal Dutch Shell che hanno rafforzato l’impegno ESG puntando a zero emissioni nette entro il 2050 o prima. “Le aspettative della società sono cambiate rapidamente nel dibattito sul cambiamento climatico,” ha recentemente affermato Ben van Beurden, CEO di Shell, aggiungendo che “ora Shell deve spingere oltre le proprie ambizioni.” Aberdeen osserva che non tutte le major sembrano così determinate e fa l’esempio delle americane Exxon Mobil e Chevron che non si sono unite al gruppo che mira ad azzerare le emissioni.

RUOLO IMPORTANTE DEGLI AZIONISTI

Secondo l’analisi di Aberdeen Standard il settore è di fronte comunque a un’innegabile ventata di cambiamento che interessa in particolar modo i produttori europei, che hanno dichiarato buone intenzioni, molte delle quali iniziano a essere sostenute da misure concrete. Gli azionisti possono svolgere un ruolo influente, sia monitorando il raggiungimento degli obiettivi a breve termine e votando sulle questioni chiave nelle assemblee, sia con un'interazione attiva e regolare sulla strategia a più lungo termine.

ANCHE REPSOL IN PRIMA LINEA

Aberdeen Standard nota anche che i colossi del petrolio hanno dichiarato coraggiosamente l'intenzione di diventare leader nel campo delle energie rinnovabili, anche qui con le europee in prima linea. A settembre, ad esempio, BP ha annunciato un accordo da 1,1 miliardi di dollari con la norvegese Equinor per l'acquisizione di una partecipazione in parchi eolici offshore statunitensi. Anche la spagnola Repsol ha di recente acquistato asset rinnovabili in Cile nell'ambito di un'espansione internazionale nel solare e nell’eolico che si aggiunge ai sette grandi progetti rinnovabili in Spagna.

LE SCELTE DEGLI INVESTITORI

Per gli investitori, secondo Aberdeen Standard, tutto questo implica diverse scelte possibili per giustificare il mantenimento in portafoglio dei big oil. Una è monitorare l'impronta di carbonio complessiva degli investimenti piuttosto che concentrarsi su singole società. Un’altra è acquisire rendicontazioni aziendali dettagliate sui temi ESG. L'analisi può anche estendersi alle cosiddette emissioni Scope 3, che includono anche quelle delle società clienti. Per il settore oil & gas, le emissioni Scope 3 sono fondamentali per qualsiasi analisi dell'impronta di carbonio, poiché rappresentano circa l'85% delle emissioni totali del settore.

I BIG OIL AVRANNO UN RUOLO CHIAVE

In conclusione, Aberdeen Standard ritiene che come per tutti gli investimenti, anche petrolio e gas presentano rischi e opportunità e le major petrolifere non fanno eccezione. Escluderle sarebbe un errore, perché molte stanno lavorando a reti di ricarica per veicoli elettrici, costruendo capacità solare e sviluppando le più innovative tecnologie di riciclo di materie plastiche. Se si intende puntare sulle energie rinnovabili e l'energia a basso impatto di carbonio, sottolinea Aberdeen, queste aziende sono probabilmente destinate ad avere un ruolo chiave.