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Colture industriali, salgono quotazioni ma rincari limano margini

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Image from askanews web site
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Roma, 3 gen. (askanews) - Aumentano le quotazioni dei cereali, mai così alte da anni, ma a causa dei rincari delle materie prime e del prezzo del gasolio si riducono i margini di profitto. Nei giorni scorsi Confagricoltura Piacenza ha convocato la sezione di prodotto Colture industriali per fare un bilancio dell'annata agraria e guardare alla prospettiva dei prossimi mesi.

"Dopo anni in cui ci siamo interrogati se orientare le aziende verso altre colture perché i cereali non remuneravano neppure i costi produttivi, quest'anno, per lo meno, abbiamo coperto i costi e riassestato in parte il bilancio in rosso degli ultimi esercizi", ha spiegato Ercole Parizzi presidente della sezione."Le quotazioni dei cereali non erano così alte da anni, con una forbice tra bio e convenzionale che ha teso a restringersi. Va però detto che i fitofarmaci sono aumentati dal 4% al 10% e che ciò che è fuori controllo sono i concimi: l'urea è arrivata a 90 euro al quintale e non sempre si riesce a trovarla. I fertilizzanti infatti hanno visto un incremento, in alcuni casi, del 100%. Anche il costo del gasolio agricolo è duplicato rispetto al 2020. La marginalità, dunque, non è così buona come i prezzi dei cereali, alti in termini assoluti, farebbero pensare".

Si parla di quotazioni attuali attorno ai 32-33 euro al quintale per il grano tenero che arrivano 38 euro al quintale per il grano di forza. Molto bene anche la soia quotata a 60 euro al quintale (rispetto ai prezzi medi degli ultimi anni attorno ai 35-40 euro/quintale). A parte le zone colpite dalla grandine, è stata un'annata abbastanza buona anche per il mais che ha registrato buone quotazioni per tutte le tipologie (28-30 euro/quintale).

Sul fronte degli approvvigionamenti si prefigura inoltre una stagione di incertezze. "Se da un lato, dato l'andamento del mercato mondale, sembra che le quotazioni dei cereali possano mantenersi buone anche per la prossima campagna - ha rilevato Parizzi - dall'altro, potremmo avere problemi a reperire concimi e fertilizzanti funzionali ad ottenere prodotti sani e con buone rese. Gli agricoltori hanno bisogno di strumenti nuovi per produrre di più con meno - ha proseguito Parizzi - in questo senso il contributo della ricerca e della scienza è fondamentale".

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