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Com'è possibile che esistano tassi d'interesse negativi?

Francesco Simoncelli
 

Dopo l'Europa, anche gli USA si preparano all'arrivo dei tassi d'interesse negativi come dice anche Greenspan. I tassi d'interesse negativi rappresentano il prezzo che paghiamo per l'esistenza delle banche centrali. La distruzione del capitale e di conseguenza l'impoverimento economico, sono contrari ad ogni impulso umano. La civiltà richiede accumulo di capitale e produzione; la de-civilizzazione avviene quando troppe persone in una società prendono in prestito, spendono e consumano più di quanto producano. Nessuna società nella storia umana ha mai nemmeno pensato all'idea di tassi d'interesse negativi, quindi come i banchieri centrali ora siamo tutti in un territorio inesplorato.

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di Keith Weiner

La Germania di recente si è unita alla Svizzera nel Club dei rendimenti obbligazionari tutti negativi: il tasso d'interesse su ogni titolo di stato è ora negativo. Molti direbbero "congratulazioni", convinti che ciò provi che il loro rischio di credito sia... beh... uhm... negativo (?). E comunque permetterà loro di prendere in prestito di più per poi spendere e stimolare... uhm... beh... tutto il consumo dispendioso per il quale gli stati sono famosi.

Mentre coloro che prendono in prestito hanno motivo di essere allegri (a differenza di quelli che hanno già preso in prestito, a tassi più alti, che ora sono svantaggiati), i risparmiatori sono danneggiati. Come si può risparmiare in un ambiente in cui il risparmio ha un costo?

John Maynard Keynes auspicava "l'eutanasia del rentier". Congratulazioni, Germania, diciamo con serio sarcasmo, sei andata oltre l'idea terribile di Keynes.

La preferenza dei risparmiatori

Invece di scrivere di più sulla distruttività di questo fenomeno, oggi affronteremo una aspetto diverso. Com'è possibile? Quali sono i meccanismi? Perché i risparmiatori non si ribellano?

Abbiamo scritto del crimine del '33 qualche mese fa, e val la pena di rileggerlo prima di continuare. Il 1933 è stato l'anno in cui il presidente Roosevelt rese il dollaro irredimibile. Prima di ciò, se non vi piaceva il tasso d'interesse, potevate vendere l'obbligazione e tenere monete d'oro. La moneta d'oro non ha alcun rischio di default e all'epoca col gold standard non aveva rischio di prezzo.

Oggi si può possedere oro per evitare il rischio di default, questa è il motivo per cui l'oro è ora a $1.500, ma ci si assume il rischio del prezzo e la volatilità dei prezzi è considerata un pregio, non un difetto, dai gold bug!

Esprimere la preferenza di voler possedere monete d'oro piuttosto che obbligazioni denominate in oro non ha semplicemente cambiato il livello di rischio personale, ha anche avuto un effetto economico: ha modificato il tasso d'interesse tra le obbligazioni denominate in oro rispetto alle monete d'oro. Ha cambiato il prezzo dell'obbligazione denominata in oro, ovvero il tasso d'interesse. È di vitale importanza capire questa cosa: la preferenza dei risparmiatori poteva cambiare il tasso d'interesse.

Quando un risparmiatore sceglieva di rinunciare all'obbligazione denominata in oro, ne faceva salire il tasso d'interesse. E questo, ovviamente, rendeva l'obbligazione più attraente per tutti gli altri risparmiatori. L'interesse è il compenso pagato per correre il rischio.

Pertanto il gold standard poneva delle fondamenta molto solide sotto il tasso d'interesse: preferenza temporale. Quest'ultima è parte della natura della condizione umana: essendo mortali dobbiamo mangiare oggi per essere vivi domani. Quindi c'è una propensione a preferire i beni ora rispetto ai beni in futuro.

Le valute scoperte scoraggiano i risparmiatori

Tuttavia oggi non abbiamo un gold standard e nell'attuale sistema le obbligazioni non hanno un prezzo in termini di oro, hanno invece un prezzo in termini di dollari.

Ciò significa che se si opta per possedere oro piuttosto che obbligazioni, non si influenza il tasso d'interesse ma si influenza il prezzo dell'oro (o come ricordiamo sempre ai lettori, il prezzo del dollaro misurato in oro). Il prezzo dell'oro non ha alcun impatto sull'economia di oggi (tranne che per i minatori e la catena di approvvigionamento dell'oro). Potrebbe essere $300 o $3.000 e non farebbe alcuna differenza.

Per inciso, scriviamo molto sul calo del tasso d'interesse che provoca l'aumento dei prezzi degli asset e quest'ultimo è un processo che converte la ricchezza di una persona in reddito di un'altra. Quest'ultima lo consuma. I mercati toro infiniti possono essere popolari, ma sono solo consumi di capitale. Fanno parte del piano malvagio di Keynes. Non fa alcuna differenza se le persone speculino su azioni, proprietà, o metalli preziosi, il risultato è lo stesso: gli speculatori precedenti spendono la ricchezza degli speculatori successivi.

Torniamo all'ultima affermazione, sopra, "non si influenza il tasso d'interesse". Questa è la chiave per capire perché il tasso d'interesse è sceso così tanto. Se acquistate azioni, proprietà, auto d'epoca, opere d'arte di antichi maestri, o metalli preziosi, non avrete alcun impatto sul tasso d'interesse.

Scambiate il vostro saldo in denaro con qualcun altro. In cambio ottenete i suoi beni non monetari, in questo caso, l'oro. Quindi cos'è cambiato? Solo il nome nel registro del sistema bancario e il titolo di proprietà della merce.

E il venditore eredita la vostra posizione. Anche lui non può fare alcuna differenza, perché indipendentemente dal nome che si trova nel registro di ciascun saldo monetario, i dollari sono vincolati all'interno del sistema bancario. Non possono uscire.

Col gold standard il tasso d'interesse saliva quando le persone toglievano il loro oro dal sistema bancario. Nell'attuale sistema monetario col dollaro scoperto, non c'è modo di rimuovere dollari dal sistema bancario.

Ruota tutto attorno allo spread

Nel nostro articolo precedente abbiamo detto: "L'interesse è uno spread tra la moneta d'oro e l'obbligazione denominata in oro".

Ora possiamo vedere questa frase sotto una nuova luce. Il tasso d'interesse è lo spread tra il denaro posseduto al di fuori del sistema bancario e il denaro posseduto all'interno del sistema bancario. Se il differenziale è piccolo, le persone al margine sono incentivate a prelevare più denaro. Ciò provoca un aumento dei tassi d'interesse.

Tuttavia, in un sistema in cui non è possibile prelevare denaro, questo meccanismo non è operativo. Come nel nostro sistema: una persona può scambiare un saldo monetario nel sistema bancario con una moneta d'oro, ma poi il venditore della moneta ottiene solo quel saldo monetario e continua ad avere la stessa carenza di opzioni. Un acquisto da parte di altri non è la stessa cosa di un rimborso.

Per inciso, usiamo esclusivamente la parola denaro per indicare la merce più commerciabile e quella che può estinguere del debito. Nei paragrafi precedenti l'abbiamo usata in un altro senso. Nulla è cambiato nelle nostre intenzioni. Abbiamo semplicemente ritenuto che la terminologia del denaro fosse il modo più semplice per chiarire il punto.

La prova è sotto i nostri occhi: un certo numero di grandi economie ha tassi d'interesse negativi. Ora due grandi economie sono completamente prive di un interesse positivo.

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online