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Come creare un cripto-portafoglio ben diversificato

Emanuele Canegrati
 

Un portafoglio ben diversificato è sempre la chiave per ottenere un buon rendimento dalle attività acquistate, per un dato livello di rischio. In altre parole, è la chiave per ottenere un investimento di successo. Questo principio vale anche per i mercati volatili delle criptovalute. Quali valute un trader dovrebbe selezionare, tra le oltre 2.000 a disposizione, ognuna avente un diverso grado di rischio e caratteristiche proprie? Per rispondere a questa domanda, la cosa migliore da fare è suddividere le criptovalute  in quattro categorie e poi scegliere la giusta percentuale di esse, per creare un portfolio ottimale.

La prima moneta che un cripto-portafoglio dovrebbe avere è naturalmente Bitcoin, la principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, che rappresenta oltre il 50% dell'intero mercato. Tutte le altre cripto sono fortemente correlate ai movimenti di prezzo di Bitcoin. Inoltre, Bitcoin è anche la valuta di base predefinita nel mondo delle cripto, perché consente ai trader di acquistare altri altcoin o token. Questo avviene perché gli scambi locali di criptovalute di solito limitano la quantità di coin che possono essere acquistate dalla moneta legale locale (fiat currency). Detenendo una quota pari al 25% - 30% in Bitcoin, un portafoglio si può ritenere ben difeso dai ribassi o dai rialzi di mercato, poiché Bitcoin è semplicemente la moneta che scatena questi movimenti.

La seconda cripto che un trader dovrebbe avere nel suo portfolio è Ethereum, grazie alla sua grande popolarità. La sua blockchain è quella più attivamente sviluppata nel settore ed è a capo di molte innovazioni. Oltre l'85% dei token esistenti è costruito sulla blockchain di Ethereum, quindi solidifica la posizione di Ethereum come piattaforma blockchain più credibile sul mercato. Insieme a Bitcoin, Ethereum è anche una delle monete che viene utilizzata come valuta di base. La presenza di Ethereum in un portafoglio è importante perché quanti più progetti sono costruiti su di essa tanto maggiore è la domanda della stessa, con conseguente aumento del suo prezzo. Detenere una quota del 15% del portafoglio in Ethereum è vitale per stabilizzarlo.

La terza componente di un buon cripto-portafoglio è costituita dai cosiddetti 'fornitori di reddito passivo', rappresentati da quelle monete e token che aiutano i trader a guadagnare denaro passivamente. Queste ricompensano un trader con monete gratis semplicemente aggrappandosi alle loro monete di base. Stellar, Bankera e NEO sono tutti dei buoni esempi di questa classe di cripto.

Un altro esempio di monete passive è rappresentato dalle "free coins". Un esempio potrebbe essere quando un progetto di criptovaluta emette monete native ai possessori di Ether (ETH). Le 'hard forks' rappresentano monete duplicate ed emesse da una moneta che vuole deviare da una moneta esistente. Un noto esempio è quello di Bitcoin Cash, separato dalla consorella Bitcoin. In tal caso, i titolari del BTC originale otterrebbero automaticamente una quantità equivalente di BCH, gratuitamente. Con una quota del 25% di questa categoria di valute, un trader viene ricompensato regolarmente per mantenere fede ad un marchio.

Infine, un buon cripto-portafoglio diversificato dovrebbe comprendere una quota del 35% di stable coins, valute che hanno una mera funzione di copertura. Poiché il mercato delle criptovalute è assai volatile, è utile attenuare il rischio complessivo di portafoglio. Stablecoins come Pax, TrueUSD, USDC e Tether, sono legate a valute fiduciarie e sono al riparo dai prezzi volatili del mercato delle criptovalute, il modo migliore per proteggere un portafoglio e fornire al trader la liquidità necessaria. È, infatti, importante mantenere sempre una quota di portafoglio in stablecoins, in modo che si possa incassare quando necessario o semplicemente acquistare più criptovalute quando i prezzi si abbassano. Questo piano d'azione evita, inoltre, ingenti perdite di portafoglio.

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