Come denunciare un evasore fiscale

Anche richiedere uno scontrino costringe tutti a pagare le tasse

Ogni mattina, solito bar, solito caffè. E niente scontrino. Nonostante le pubblicità progresso in tv, la consapevolezza dei danni causati dall’evasione fiscale e anche il personale risentimento verso chi non paga le tasse, non sempre è facile chiedere: “E lo scontrino?”.
Ma lo stesso vale per parrucchieri, estetiste, medici, tassisti o chiunque altro si “dimentichi” di fare la ricevuta o ha l’abitudine di farla a una cifra più bassa rispetto a quanto si è effettivamente pagato. In effetti il contributo di ogni singolo cittadino può aiutare a combattere l’economia sommersa, un’evasione stimata intorno ai 300 miliardi di euro di imponibile sottratte ogni anno all’erario. Ma se non si ha l’ardire di chiedere ciò che lecitamente ci spetta, ovvero lo scontrino fiscale, ci sono tanti altri modi per denunciare l’evasore.

La Guardia di Finanza permette di mettersi in contatto, attraverso il numero gratuito 117, il reparto specializzato che offre notizie e informazioni sui servizi e acquisiscono informazioni su eventuali evasioni. Sul sito delle fiamme gialle, inoltre, è possibile scaricare e stampare un file pdf per fare una segnalazione libera, non anonima ma nel rispetto della privacy. Il servizio, attivo da 15 anni, riceve circa 100 chiamate al giorno e nel 2011 ha fatto registrare un aumento del 20% delle segnalazioni (30% in Calabria e Campania). Chiamando il 117 si possono denunciare non solo pratiche scorrete in campo fiscale, come la mancata emissione dello scontrino, ma anche omesso o parziale versamento dell’Iva, il mancato pagamento dell’Irpef o di altre tasse. Queste segnalazioni servono per aprire un fascicolo su un potenziale contribuente scorretto: successivamente vengono raccolte altre informazioni e solo dopo scattano gli accertamenti.

Da qualche anno è nato anche un sito ad hoc: evasori.info permette di segnalare un’evasione fiscale indicando l’ora e il luogo, l’ammontare della spesa fatta. Tutto in anonimato, ma senza poter dire il nome dell’evasore. Per esempio: tornando al nostro bar, possiamo indicare via, civico, città e la somma spesa, ma non il nome del barista o del negozio. I dati vengono visualizzati su mappe e grazie ad un motore di ricerca interno è possibile accedere ai dati per categorie, province, cifre, giorni e ore. La segnalazione avviene in modo semplice: basta andare sul sito, scrivere la categoria a cui appartiene l’evasore (alberghiero, costruzioni, etc.), indicare l’indirizzo e l’ammontare della transizione. Per evitare diffamazioni i dati che vengono pubblicati sono aggregati in zone geografiche così da non poter risalire all’identità dell’evasore.

Affitti in nero. Una gran quota dell’evasione fiscale è legata anche agli affitti irregolari. In questo caso la legge consente all’inquilino di denunciare il proprietario di casa presso l’Agenzia delle Entrate. Anzi, con l’entrata in vigore della cosiddetta “cedolare secca” l’inquilino che denuncia ha diritto a un contratto a canone agevolato. Nonostante ciò le denunce però non sono così numerose, anche perché se è abbastanza facile per l’inquilino che ha un contratto scritto non registrato o pagamenti tracciabili poter andare avanti con la procedura, lo stesso non avviene nei numerosi casi (soprattutto di studenti) dove il pagamento avviene in contanti. Basterebbe anche in questo caso la testimonianza dei vicini o la posta recapitata a quell’indirizzo come prova, ma la denuncia non è così immediata. Un modo per farsi assistere e consigliare è quello di rivolgersi ai sindacati degli inquilini come Sunia e Sicet.