Come fare a intraprendere una carriera internazionale

Le carriere internazionali possono essere un'ottima opportunità per chi sta cercando un impiego ed è a caccia di un posto di lavoro gratificante, prestigioso e in grado di dare la possibilità di viaggiare molto. Tra Unione europea, Onu e Ministero degli Affari esteri, le chance a disposizione sono numerose. Ma bisogna essere preparatissimi (soprattutto in materie come la storia, il diritto, le relazioni internazionali, la cooperazione), conoscere alla perfezione almeno due lingue straniere (l'inglese di base e un'altra a scelta) e guardare di continuo alle scadenze dei concorsi: basta una distrazione e il lavoro che avete sempre sognato può sfumare per un banale ritardo nella presentazione delle candidature.

Ecco una piccola guida per capire come ci si prepara ad affrontare le selezioni e sapere dove trovare informazioni sulle posizioni aperte.

Unione europea
Se puntate a lavorare nelle varie istituzioni dell'Unione europea la fonte più completa di informazioni è il sito internet dell'Epso, l'ufficio europeo di selezione del personale. Cliccando sulla sezione "Lavorare per l'Ue" si accede a un portale che contiene tutti i riferimenti utili a chi vuole candidarsi. Vi sono indicate le posizioni e le procedure di selezione aperte, i criteri di ammissione, i titoli di studio per ogni categoria di impiego offerto, le fasi dei concorsi per i vari ambiti di lavoro (suddivisi in due macrocategorie: AD — Administrators e AST — Assistants), gli esempi delle prove da sostenere e tutto il materiale utile per prepararsi al meglio. Controllando il calendario dei concorsi si scopre che al momento le assunzioni sono chiuse ma a breve saranno pubblicati nuovi bandi. I lavori sono di tutti i tipi: per fare alcuni esempi, l'Ue, e in parte la Commissione europea, cercano di continuo traduttori e interpreti, impiegati nell'ambito dell'amministrazione e in quello legale, segretari, personale competente nei settori Ict, finanza, statistica, risorse umane, comunicazione e anche profili speciali come ricercatori scientifici, infermieri e ispettori nucleari.
Nel portale dell'Epso sono menzionati anche gli istituti in cui sono attivati corsi e master universitari mirati a preparare gli studenti su tutte le discipline presenti nei test di selezione per i posti di lavoro nelle istituzioni comunitarie. Per l'Italia, le scuole principali che formano per questo tipo di carriere sono:

Un altro modo per tenersi informati in tempo reale sulle possibilità di lavoro nelle istituzioni dell'Unione europea è quello di seguire gli aggiornamenti fatti dell'Epso sui social network più diffusi. L'ufficio del personale Ue ha un propria pagina su Facebook e un proprio account su Twitter. In questo caso, il canale di comunicazione ha dei vantaggi in più: permette di confrontarsi online con le altre persone in cerca di lavoro e consente di ricevere dritte e consigli da chi ha già compiuto una parte del percorso e sa meglio come muoversi.
In alternativa agli impieghi fissi si può puntare anche ai tirocini. L'istituzione comunitaria che li attiva con più frequenza è il Parlamento europeo. La candidature si possono inoltrare direttamente attraverso la pagina web dell'assemblea parlamentare. I tirocini sono di vario tipo. Ve ne sono di rimborsati e non, che cominciano dal primo giorno dell'anno e si concludono il primo ottobre. Uno dei requisiti essenziali per accedervi è di non aver già beneficiato di un altro stage o di un incarico retribuito per più di quattro settimane per un'istituzione europea, un deputato o un gruppo politico del Parlamento.

Onu
Per intraprendere una carriera all'interno di una delle numerose istituzioni delle Nazioni Unite, il primo passo da compiere è consultare la pagina del sito dell'Onu che indica le varie posizioni offerte. Per chi vuole giocarsi questa carta, la preparazione necessaria è in molti casi simile a quella richiesta nei concorsi banditi dall'Unione europea a seconda del campo professionale in cui si opera. Chi ha intenzione di seguire un corso o un master specifico può pertanto rivolgersi agli stessi istituti indicati sopra e informarsi sui corsi più specializzati sugli studi internazionali, anziché soltanto europei.

Per gli under 30: Junior Professional Office
I giovani italiani in possesso di una laurea che non hanno superato i 30 anni (33 per i laureati in medicina e chirurgia) possono provare la carta del Junior Professional Office (JPO), un'esperienza formativa e professionale di due anni nelle attività di cooperazione promossa dagli organismi internazionali. Il programma, finanziato dal governo italiano, punta a favorire il reclutamento  di giovani italiani da parte delle organizzazioni internazionali, e in particolare dalla stessa Onu.
I profili ricercati sono: giuristi, economisti, esperti in materia di alimentazione, ambiente, economia dello sviluppo, diritti umani. Chi viene selezionato va a prestare servizio negli uffici centrali o decentrati delle organizzazioni, occupandosi della realizzazione di progetti e iniziative di cooperazione tecnica nei Paesi in via di sviluppo. Il primo contratto previsto è di un anno, ma c'è la possibilità di rinnovo per un secondo anno. Tutte le informazioni necessarie per presentare le candidature 2011-2012 sono reperibili su questo sito: si fa in tempo fino al 31 ottobre 2011.

Ministero degli Affari esteri
In questo settore, la carriera diplomatica è una delle più ambite, per il prestigio che comporta, il valore dell'impiego e anche, perché no, per il trattamento economico. Il referente per l'Italia, naturalmente, è il Ministero degli affari esteri. Sul sito del dicastero è presente una pagina che elenca le opportunità di lavoro. Ma come si fa a intraprendere la carriera diplomatica? Per accedervi è obbligatorio sostenere un concorso pubblico per titoli ed esame.  Bisogna essere laureati in una di queste discipline: finanza, giurisprudenza, relazioni internazionali, scienze economiche, scienze politiche, scienze delle pubbliche amministrazioni, scienze economiche per l'ambiente e la cultura, scienze economico-aziendali, scienze per la cooperazione allo sviluppo, studi europei. Come titoli di studio per essere ammessi alle prove sono accettate anche le lauree che, secondo la legge, sono equiparate a quelle sopra indicate.  Il concorso di ammissione alla carriera diplomatica si articola in tre fasi:

  1. prova attitudinale, che consiste in un questionario psico-attitudinale a risposta multipla e in una relazione sintetica su un caso concreto di carattere internazionale, eventualmente con l'ausilio di documentazione, anche in lingua inglese. Tale prova non concorre alla formazione del voto finale di merito, ma per accedere alle prove d'esame scritte è necessario rispondere correttamente ad almeno due terzi delle domande del questionario e riportare l'idoneità nella relazione sintetica.
  2. valutazione dei titoli, in base al quale la commissione esaminatrice assegna i punteggi previsti dal bando di concorso.
  3. prove d'esame scritte e orali, nonché eventuali prove integrative per conseguire le specializzazioni ed eventuali prove facoltative di lingua. Le prove scritte vertono su queste materie: storia delle relazioni internazionali a partire dal Congresso di Vienna; diritto internazionale pubblico e dell'Unione europea; politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale; lingua inglese (composizione senza l'uso del dizionario su temi di attualità internazionale); altra lingua straniera scelta dal candidato tra francese, spagnolo e tedesco (composizione senza l'uso del dizionario su temi di attualità internazionale). La prova orale verte sulle stesse materie dei test scritti e anche su discipline come diritto pubblico italiano, contabilità di Stato; diritto civile e diritto internazionale privato; geografia politica ed economica. Ai candidati è inoltre richiesto di esprimere una propria valutazione su un tema di attualità internazionale (indicato dalla commissione) per accertare la competenza nell'esprimersi, specialmente in pubblico, e nell'argomentare in modo persuasivo il proprio punto di vista. Contestualmente al test orale, i candidati devono tenere anche una prova pratica di informatica.