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Come funziona il reddito incondizionato per i residenti di Zurigo

Uno scorcio di Zurigo (Getty Images)

Zurigo, la città più popolosa della Svizzera, si sta preparando per avviare una riforma che farà discutere: quella del reddito incondizionato verso i propri residenti. Il progetto, che partirà in via sperimentale, ha già creato polemiche visto che era stato bocciato su scala nazionale attraverso un referendum del 2016.

Ma cosa significa esattamente “reddito di base incondizionato”? Prima di tutto, va detto che il sistema ha qualche affinità con il reddito di cittadinanza che il Movimento 5 Stelle aveva proposto durante la campagna elettorale 2013 e che ogni tanto aveva tirato fuori durante la legislatura corrente. Il Consiglio Comunale di Zurigo, grazie alla mobilitazione dei partiti di sinistra locale, ha ora dato il via alla sperimentazione per gli abitanti (residenti) della principale città elvetica, che ora potranno disporre di una sorta di “salario di Stato garantito”.

Il valore? Circa 2500 franchi svizzeri mensili per gli adulti, ovvero poco meno di 2200 euro secondo il cambio vigente, e 625 (550 in euro) per i minori. Per gli svizzeri (soprattutto quelli tedeschi) questa cifra è la minima indispensabile per rimanere appena al di sopra della soglia di povertà, visto il maggior costo della vita. Il reddito toccherebbe ogni singolo cittadino della città elvetica, con modalità di distribuzione ancora da decidersi. Il tempo per organizzare il tutto è di due anni: non un giorno di più, altrimenti tutto cadrà nel vuoto.

I controlli sull’effettiva residenza sarebbero stringenti e andrebbero a escludere, probabilmente, i residenti temporanei. Non si ha certezza del destino dei residenti a Zurigo ma domiciliati altrove.

Il Consigliere Comunale socialista, Urs Helfenstein, è uno dei sostenitori dell’iniziativa. Ha detto: “Ci muoviamo con i piedi di piombo”, perché il costo per la città potrebbe essere non indifferente. Secondo la proposta bocciata nel referendum 2016, la cifra sarebbe stata finanziata principalmente tassando le transazioni finanziarie, cercando ove possibile di metterlo in sostituzione alla maggioranza delle prestazioni sociali (in modo dunque da non gravare sulle finanze della Confederazione). Potrebbe essere riproposto questo sistema, per recuperare i soldi necessari per soddisfare i quasi 400mila abitanti locali.

Ricordiamo che alle urne l’iniziativa sul reddito incondizionato era stata bocciata con un imbarazzante 77% di “no”, al punto che i comitati per il sì avevano parlato di “disfatta epocale”.

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