Come risparmiare sull’asilo e sui nidi

Le strutture per bimbi costano ma per risparmiare su nidi e asili contano anche le svolte culturali

Il nido e l’asilo: due luoghi decisivi per lo sviluppo dei bambini ma anche passaggio fondamentale nella vita delle famiglie. In ottica educativa ma anche economica e gestionale: in Italia è un vero e proprio problema “collocare” i bambini in queste strutture, anche per i fortissimi costi. Difficoltà che si accentuano in un Paese che non ha un capitolo nella Legge di Stabilità a beneficio dei servizi dell’Infanzia, scaricati di fatto a Regioni e Comuni.

Lo rivelava qualche settimana fa a Sette, il magazine del Corriere della Sera, Lorenzo Campioni, pedagogo e presidente dell’associazione Gruppo Nidi Infanzia, denunciando anche che "solo lo 0,15% del Pil è destinato a interventi diretti alla primissima infanzia". Un problema economico, ma che si ripercuote fortemente anche sui tassi di occupazione femminile. Non caso, l’Italia non figura tra i migliori paesi d’Europa per la diffusione dei servizi della prima infanzia.

Quanto ci costa il “sottosviluppo”
In realtà a mancare non sono le scuole per l’infanzia, ovvero quelle per bambini dai 3 ai 6 anni, ma i nidi, la cui diffusione non è abbastanza capillare. In base alla media nazionale, solo l’11% dei bambini li frequenta. Nonostante la copertura vari dal Centro-Nord al Sud, gli asili nido nel nostro Paese sono presenti soprattutto nelle città. Il reddito conta perché è sullo stesso che variano le rette, essendo il prezzo determinato nel 75% dei casi in base all’Isee (Indicatore situazione economica equivalente), nel 20% dei casi in base al reddito familiare e nel restante 5% con una quota unica. Famiglie con redditi medi arrivano anche a spendere fino a 500 euro. In media, il prezzo di un nido comunale per una famiglia si aggira intorno ai 300 euro che, considerati i dieci mesi di frequenza, diventano 3.000 a fine anno. Costi esorbitanti per troppe famiglie del ceto medio, ormai in grande sofferenza

Affidarsi ai pochi bonus possibili
La prima consapevolezza di una riduzione dei costi passa dalle agevolazioni fiscali, pur minime: la detrazione Irpef del 19% spetta ai genitori di bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni ed è valida per asili pubblici e privati. Il limite massimo su cui è possibile calcolare la detrazione Irpef è di 632 euro per ciascun figlio, pertanto lo sconto massimo di imposta percepibile è pari a 120,08 euro. La detrazione del 19% si applica in sede di dichiarazione dei redditi. È necessario allegare tutta la documentazione attestante le spese (bollettino bancario o postale, ricevuta di quietanza di pagamento o fattura) divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Una piccola boccata d’ossigeno che avvantaggia chi, con correttezza, dichiara i redditi.

Accettare i cambiamenti vincenti
Nella congiuntura attuale l’aspetto economico però è quello più urgente, per la famiglia. Ma spesso, per risparmiare, è anche giusto accettare che i tempi cambiano e, se non vi è possibile lasciare i bambini con i nonni, è giusto guardare alle soluzioni reali, esistenti, pur dovendo lasciare i bambini ad estranei. E’ il caso dei Tagesmutter, ovvero gli asili nido domiciliari dove è possibile affidare a una figura professionale con funzioni di assistente domiciliare all’infanzia i propri bambini. Molto diffusi nel Nord Europa, sono un’opportunità per le donne che la mattina vanno in ufficio e devono lasciare i loro pargoli ma anche per quelle in cerca di un’occupazione. Nei tagesmutter è possibile infatti lavorare dopo aver seguito corsi di formazione ad hoc e dopo aver ottenuto i permessi necessari. Quali vantaggi presentano? Gli orari sono più flessibili, il numero dei bambini da gestire è minore, l’attenzione è maggiore vista la platea ridotta a poche unità. In ribasso anche il contagio delle malattie infettive che, ovviamente, comporta costi per le cure. Posto che l’Italia non è un paese che aiuta le donne, è giusto compiere le dovute svolte culturali per avvantaggiarsi.

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Una rubrica pensata per chi pensa che la frugalità sia un valore; per chi è sempre alla ricerca di nuove idee per risparmiare; per chi vuole scoprire il punto di vista e le sfide di chi vive bene anche con poco.