Come scegliere il nome dell'azienda

Yahoo!, Coca-Cola, Apple, Nike, Starbucks, Facebook. Quanto successo avrebbero oggi queste e altre grandi aziende internazionali se il loro nome fosse diverso? Molto probabilmente, nonostante la qualità dei prodotti e dei servizi, sarebbe minore di quello attuale. Come insegnano la storia dell'imprenditoria e le leggi del marketing, se un'impresa non trova il nome giusto, ha molte meno probabilità di sfondare sul mercato. Il marchio, infatti, rappresenta l'identità di un'azienda ed è il primo elemento che i consumatori notano e ricordano: se la denominazione non funziona, anche un'idea di business vincente rischia di andare incontro al fallimento. Chi vuole fondare un'impresa, quindi, è obbligato a dedicare risorse ed energie nella ricerca del nome più appropriato. Sì, ma come sceglierlo? Fino a pochi anni fa, gli imprenditori più brillanti suggerivano di puntare subito su una denominazione e di cambiarla successivamente, dopo averci riflettuto con più calma. Ora, però, con la globalizzazione i brand si diffondono a una velocità straordinaria in tutto il pianeta e non è più possibile modificare le cose in corsa.
Perciò, bisogna fare la scelta migliore da subito.

Ecco una serie di consigli per non sbagliare. Il nome giusto per la propria impresa deve essere così:

Interessante
Una delle prime cose a cui bisogna fare attenzione è l'origine del nome: deve essere interessante e curiosa. Se la storia del modo in cui si è trovata la denominazione a un'impresa è singolare e riesce a stimolare la curiosità, si hanno maggiori possibilità di conquistare i consumatori.

Disponibile sul mercato…
Il nome deve essere originale e inconfondibile. Ecco perché è necessario verificare che non appartenga già ad altre aziende. Uno strumento per controllare se un nome è stato già usato oppure no è il sito del Registro delle imprese, il database online ufficiale delle Camere di commercio italiane. Altrimenti, per essere ancora più sicuri della disponibilità di una denominazione, ci si può rivolgere direttamente a una Camera di commercio.
Un'altra operazione consigliabile, per evitare imitazioni e abusi, è la registrazione del marchio: chi la effettua riceve il diritto all'utilizzo esclusivo del "brand" della propria impresa (una parola, un segno grafico o entrambi). Per ottenere la registrazione (che dura dieci anni e può essere rinnovata di decennio in decennio) bisogna presentare domanda all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) oppure a una Camera di commercio e versare, in base alla categoria merceologica prescelta, una somma che comprende le tasse e i vari oneri. Sebbene si possa fare anche autonomamente, è preferibile che a svolgere la procedura per la registrazione sia un professionista (avvocati, esperti del settore). Per essere registrato, un nome deve rispondere a tre requisiti. Deve essere nuovo (non può essere simile ad altri e non deve contenere segni o parole di uso comune nel linguaggio corrente), lecito (non può contenere segni che possano ingannare il pubblico o elementi contrari alla legge) e avere capacità distintiva (non può essere formato esclusivamente da denominazioni generiche di prodotti o servizi).

…su Internet
Per un'azienda, non essere presente sul web equivale a non esistere. Per questo motivo, durante la ricerca del nome è fondamentale pensare da subito all'indirizzo del sito aziendale e controllare la disponibilità del dominio legato alla denominazione che si ha in mente. Un indirizzo che termina in .com è, naturalmente, l'opzione migliore: se si tratta di imprese, è il primo che gli utenti della Rete vanno a cercare. In altri termini, se per esempio si decidesse di nominare la propria impresa "Rossiverdi", l'indirizzo del sito dovrebbe essere "www.rossiverdi.com": le altre varianti non dovrebbero essere contemplate.  Se il .com non fosse libero, possono andare bene anche gli indirizzi che finiscono in .net e .org. Oppure, visto che ci troviamo in Italia, .it.

…e sui social network
Lo stesso discorso fatto per i domini Internet vale, a maggior ragione, anche per i social network. Essendo indispensabile per qualsiasi impresa avere una propria pagina sui principali social media del web (Facebook, Twitter, Youtube, LinkedIn e così via), è opportuno che lo username (il nome utente) sia uguale al nome che si intende mettere alla società. Ecco perché, anche in questo caso, è necessario fare un'attenta verifica prima di compiere una scelta. Riprendendo l'esempio dell'impresa "Rossiverdi" il profilo su Facebook dovrebbe essere "facebook.com/rossiverdi", quello su Twitter "twitter.com/rossiverdi" e così via.  

Facile da scrivere
Per quanto possa essere bello e originale, il nome di un'impresa è poco incisivo se non risulta agevole da scrivere. Il motivo principale è uno: se i consumatori non sanno scriverlo bene faranno lo stesso errore nel momento in cui vorranno digitarlo sui motori di ricerca del web. In questo modo, potrebbero non trovare l'azienda su Internet e non scoprire mai, quindi, i prodotti o i servizi offerti.

Semplice da pronunciare
Così come da scrivere, il nome dovrebbe essere molto semplice anche da pronunciare. Molto spesso, il successo di un marchio è legato al passaparola. Se per un consumatore non è facile pronunciare il nome di un'impresa, è poco probabile che ne parli con altre persone (amici, colleghi, parenti…). Il problema si verifica di frequente con i marchi che contengono parole straniere: se si tratta di termini che richiedono ogni volta lo "spelling", meglio orientarsi su qualche altra denominazione. Un buon sistema per testare la facilità della pronuncia del nome è quello di sussurrarlo lentamente. Se suona bene e l'effetto risulta piacevole, ci siamo.

Memorizzabile
Ogni sforzo per trovare il nome giusto può diventare vano se la denominazione non è memorizzabile in poco tempo. Dovrebbe funzionare come per i libri: i lettori li comprano e ne parlano solo se ne ricordano i titoli. Allo stesso modo, un consumatore può sentire un'opinione positiva sulla qualità dei prodotti di una certa azienda, ma se non riesce a ricordarne il nome difficilmente li potrà acquistare. Per rendere memorizzabile il nome esistono diverse strategie e il consiglio è di adottarne, se possibile, più di una. Ecco le più comuni:

  • trovare parole orecchiabili, adatte persino a essere canticchiate;
  • scegliere una metafora che possa riassumere i punti di forza dell'azienda;
  • individuare termini dal doppio significato;
  • utilizzare giochi di parole;
  • inserire nomi di animali: sono facili da ricordare e da associare con i marchi delle imprese;
  • associare al nome un segno grafico molto comunicativo: è il procedimento che si segue quando si progettano i loghi;
  • ricorrere a strumenti linguistici che agevolano l'attività mnemonica. E' il caso delle onomatopee (parole che riproducono suoni e rumori di esseri viventi e oggetti: per esempio, "bau", "click", "boom"), delle allitterazioni (ripetizioni di lettere, sillabe o suoni all'inizio o all'interno di parole successive) e degli ossimori (due termini in forte contrasto tra di loro).