Come si legge un estratto conto

Come si legge l'estratto conto? Il documento che ogni banca invia periodicamente (almeno una volta l'anno) ai propri correntisti e riepiloga le operazioni effettuate sul conto corrente dovrebbe essere intuitivo e semplice da comprendere, anche per permettere di fare contestazioni in caso di errori. Eppure non è così. L'estratto conto mette insieme voci facilmente intuibili e altre più complicate, di cui magari si pensa di conoscere il significato salvo poi scoprire che in realtà lo si ignora del tutto.

Ecco allora una breve guida per leggere l'estratto conto e capire il significato di ogni voce.

L'estratto conto è di solito organizzato in tre sezioni: dettaglio dei movimenti, conto scalare (o riassunto scalare) e dettaglio delle competenze di chiusura.

Dettaglio movimenti
E' l'elenco delle operazioni effettuate sul conto corrente ordinate per data. Di norma è strutturato su 5 colonne (o su 4, se la descrizione della singola operazione è fatta all'interno delle colonne che indicano i movimenti dare o i movimenti avere):

  1. Data operazione
    E' il giorno in cui si è svolta l'operazione di accredito o di addebito sul conto corrente registrata sull'estratto conto.
  2. Data valuta
    È il giorno a partire dal quale cominciano a maturare gli interessi se l'operazione è un accredito. Se invece si tratta di un addebito è la data dalla quale gli interessi smettono di maturare. Quando i soldi vengono depositati sul vostro conto (accredito), la data di valuta è in genere di qualche giorno successiva a quella dell'operazione. Al contrario, per gli addebiti (bonifici, prelievi al bancomat...) la data di valuta è qualche giorno prima. E' il modo in cui le banche giocano sulla differenza delle date per guadagnare sugli interessi che non versano ai clienti.
  3. Descrizione dell'operazione
    E' la colonna in cui sono descritte le singole operazioni effettuate.
  4. Addebiti o movimenti dare
    Sono gli importi delle operazioni passive, cioè le uscite del cliente: bonifici, prelievi allo sportello bancomat, assegni emessi, ricariche telefoniche, pagamenti con carta di credito.
  5. Accrediti o movimenti avere
    Sono gli importi delle operazioni attive, cioè le entrate: accrediti dello stipendio, bonifici e assegni a favore, versamenti al bancomat o agli sportelli della banca.

Conto scalare (o riassunto scalare)
E' la sezione in cui la banca informa i correntisti di eventuali interessi debitori o creditori. Il documento, cioè, in cui si riepilogano le contabilizzazioni che la banca ha effettuato sui vostri movimenti. E' qui che si possono capire quali sono i costi e i ricavi del conto corrente. Anche il conto scalare è suddiviso in più voci.

  1. Valuta
    Come nel caso del dettaglio movimenti, è il giorno da cui cominciano a maturare gli interessi per gli accrediti e smettono di farlo per gli addebiti.
  2. Saldi per valuta
    Sono i saldi elaborati per ogni operazione eseguita (in entrata e in uscita). Il giorno di riferimento è la data di valuta indicata nella colonna precedente.
  3. Giorni valuta
    E' il numero di giorni per i quali il conto è rimasto con il saldo per valuta evidenziato.
  4. Numeri debitori/creditori
    Sono il risultato dei saldi per valuta moltiplicati per i giorni valuta, cioè i giorni nei quali il conto ha avuto quel determinato saldo. Il risultato va diviso poi per 100. Se il saldo su cui si basa la moltiplicazione è negativo, si tratta di numeri debitori. Si parla invece di numeri creditori quando il saldo è positivo. Questi numeri serviranno per il calcolo degli interessi.
  5. Saldo liquido o disponibile finale
    E' la somma finale del conto corrente realmente disponibile al momento della chiusura dell'estratto conto (per esempio, ultimo trimestre al 31 dicembre).
  6. Saldo contabile finale
    E' la somma delle operazioni registrate fino a un certo momento sul conto corrente. Può essere diverso dal saldo disponibile finale perché quello contabile tiene conto solo dei flussi in entrata e in uscita già avvenuti. Il saldo disponibile funziona invece in base alla data di valuta e tiene conto della disponibilità sul conto di operazioni contabilizzate (per esempio, un assegno versato sarà disponibile sul conto solo dopo alcuni giorni dall'operazione. Nel saldo contabile viene invece registrato al momento del versamento) e di operazioni a debito del conto di cui si perde la disponibilità ma che non sono state ancora contabilizzate (per esempio, l'acquisto di titoli finanziari).

Dettaglio competenze di chiusura
E' formato da quattro voci: interessi attivi, interessi passivi, spese di tenuta conto, sbilancio (o bilancio) competenze.

  1. Interessi attivi o interessi creditori
    Sono gli interessi applicati sulle somme a credito. In questa sezione, se gli interessi sono cambiati nel corso del periodo a cui l'estratto conto è riferito, vengono indicate le diverse voci con la relativa decorrenza. Gli interessi attivi netti si calcolano togliendo il 27% (ritenuta fiscale) dall'importo degli interessi attivi lordi. Per il calcolo degli interessi attivi si utilizzano i numeri creditori che si ottengono, come abbiamo visto a proposito del conto scalare, moltiplicando ciascun saldo per valuta per i giorni valuta.
  2. Interessi passivi o interessi debitori
    Sono quelli che derivano dalle somme a debito, quelle cioè utilizzate oltre le disponibilità del conto corrente, in presenza o meno di un fido. Anche in questo caso, la sezione riporta le diverse voci (con la loro relativa decorrenza) nel caso in cui gli interessi applicati sono cambiati durante il periodo di riferimento dell'estratto conto. Per il calcolo degli interessi passivi si utilizzano i numeri debitori.
  3. Spese di tenuta conto
    Possono essere a canone annuo se il conto corrente è a pacchetto. Tale canone (che può essere anche pari a zero) comprende il costo delle operazioni principali ed esclude le altre, che invece vanno pagate a parte. Di queste ultime, l'estratto conto indicate il numero, il costo unitario e quello complessivo. Le spese di tenuta conto aumentano invece se il conto corrente è andato in rosso. In questo caso, infatti, sono da pagare anche le spese per operazione di scoperto. In base alla nuova normativa (articolo 2 bis della legge numero 2 del 2009), la commissione di massimo scoperto viene applicata solo per i conti correnti con fido e se il passivo dura consecutivamente per almeno 30 giorni.
  4. Sbilancio o bilancio competenze
    Si ottiene sottraendo agli interessi attivi netti le spese di tenuta conto, gli interessi passivi, le altre spese e la commissione di massimo scoperto. Se il risultato di questa sottrazione è negativo si avrà uno sbilancio di competenze e la cifra verrà addebitata sul conto andando a ridurre il saldo liquido/contabile finale. Se invece il risultato è positivo (bilancio di competenze) la cifra è accreditata sul conto corrente incrementando così il saldo finale.

Il riepilogo complessivo delle spese
Riguardo alle spese, la banca è tenuta a inviare nell'estratto conto di fine anno un riepilogo complessivo che dia ai clienti la possibilità di fare confronti con le altre offerte presenti sul mercato.