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Commercio estero,Istat: in 2019 export extra Ue più che raddoppiato

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Roma, 24 gen. (askanews) - A dicembre 2019, per entrambi i flussi commerciali da e verso i paesi extra Ue, si stima una diminuzione congiunturale, più ampia per le importazioni (-1,8%) rispetto alle esportazioni (-0,9%). Lo rileva l'Istat, sottolineando tuttavia che "nel complesso il 2019 si chiude con un'ampia crescita dell'export (+3,8%), più che raddoppiata rispetto a quella registrata nel 2018 (+1,7%)".

L'Istituto riferische che la flessione congiunturale dell'export riguarda l'energia (-12,8%) e i beni di consumo non durevoli (-4,4%). I beni di consumo durevoli (+2,4%), i beni intermedi (+1,3%) e i beni strumentali (+1,1%) registrano invece un aumento.

Dal lato dell'import, si rilevano cali congiunturali per i beni strumentali (-4,9%), i beni di consumo non durevoli (-3,5%) e i beni intermedi (-1,3%), mentre sono in aumento gli acquisti di beni di consumo durevoli (+1,1%) ed energia (+0,9%).

"Nonostante le flessioni congiunturali registrate a dicembre e a novembre 2019 - commenta l'Istat - la dinamica delle esportazioni verso i paesi extra Ue si mantiene positiva nel confronto con l'ultimo trimestre dell'anno rispetto al precedente. Nel complesso il 2019 si chiude con un'ampia crescita dell'export (+3,8%), più che raddoppiata rispetto a quella registrata nel 2018 (+1,7%)". Questo risultato, prosegue l'Istat, riflette dinamiche nettamente differenziate nell'ambito dei principali mercati di sbocco: gli Stati Uniti e la Svizzera, i cui tassi di crescita si ampliano rispetto al 2018, registrano insieme al Giappone incrementi superiori alla media; paesi Opec e Turchia mostrano le contrazioni più ampie; in flessione anche paesi Mercosur, Medio Oriente e Cina".