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Commercio, Ue lancia strumento per reagire a 'ricatti' di altri Paesi

·2 minuto per la lettura

La Commissione Europea propone di creare uno strumento contro la "coercizione economica" esercitata da Paesi terzi nei confronti dell’Ue, in pratica contro l’uso del commercio come un’arma di ricatto nei confronti dell’Ue e dei suoi Paesi membri, cosa che sta facendo la Cina nei confronti della Lituania in questi giorni, bloccando gli scambi con lo Stato baltico, molto critico verso Pechino per la repressione nei confronti degli uiguri nello Xinjiang e delle manifestazioni pro democrazia ad Hong Kong. Lo strumento, spiega il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis in conferenza stampa a Bruxelles, "è orizzontale", cioè non è rivolto contro un Paese in particolare, ma potrebbe essere usato in casi simili a quello che vede su due fronti opposti, proprio in questi giorni, Vilnius e Pechino.

Oggi l’Ue non dispone di un’arma simile per rispondere ad azioni "coercitive" da parte di altri Paesi: quando sarà operativo, potrà difendersi meglio sul piano internazionale. Lo strumento proposto dalla Commissione ‘geopolitica’ di Ursula von der Leyen punta principalmente alla "deterrenza", ha spiegato Dombrovskis, vale a dire che la sua stessa esistenza dovrebbe scoraggiare altri Paesi dall’usare il commercio come un’arma per fare pressioni politiche sull’Ue o sui suoi Stati membri.

Le misure che la Commissione potrà adottare per rispondere alla "coercizione economica" riguardano i beni e i servizi, ma anche i diritti di proprietà intellettuale e gli investimenti diretti esteri. Saranno possibili anche restrizioni all’accesso al mercato dell’Ue, come gli appalti pubblici, il mercato dei capitali, l’autorizzazione di prodotti in base alle regole sanitarie e sulle sostanze chimiche, come pure limitazioni all’accesso ai programmi Ue per la ricerca.

Si tratta di misure di ultima istanza, che si intendono come mirate, proporzionate e temporanee, ma che potranno essere dispiegate rapidamente, se necessario. La proposta della Commissione dovrà ora essere negoziata da Consiglio e Parlamento, ma Dombrovskis ha detto che, visto che l’Aula ha chiesto da tempo di avere uno strumento simile, si attende un iter di approvazione abbastanza "rapido". Una volta adottato, la Commissione potrà usare i suoi tradizionali poteri attuativi e delegati, nell’ambito della politica commerciale, che consentono una sufficiente flessibilità e rapidità di azione.

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