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Commissione Ue lancia il piano per "Transizione energetica... -5-

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Strasburgo, 14 gen. (askanews) - Il regolamento sul Fondo di transizione prevede esplicitamente, all'articolo 5, che siano escluse dal suo sostegno le centrali nucleari (sia la loro costruzione sia il loro smantellamento), e "gli investimenti relativi alla produzione, la trasformazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la combustione di combustibili fossili".

Il Fondo costituirà il primo dei tre pilastri su cui sarà basato il più ampio "Meccanismo di transizione equa". Il secondo pilastro sarà costituito da uno schema specifico di garanzie finanziarie (messe a disposizione dal bilancio Ue) per gli investimenti nell'ambito del programma Invest Eu, il successore dell'attuale Piano Juncker (Efsi - European fund for strategic investments). Il terzo pilastro sarà un meccanismo di prestiti dedicati mediante la Banca europea per gli investimenti (Bei).

Più in generale, l'altra proposta che la Commissione ha adottato, il "Piano di investimenti per l'Europa sostenibile", prospetta investimenti pubblici e privati dedicati alla riconversione dell'economia, per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali del Green Deal, per oltre mille miliardi di euro nel decennio 2021-2030.

La Commissione prevede che saranno necessari nel prossimo decennio circa 260 miliardi all'anno, di cui 40 miliardi per la riconversione del settore energetico (centrali e rete elettrica), 120 miliardi per l'efficienza energetica nel settore residenziale e altri 75 per l'edilizia del settore terziario, più 20 miliardi per l'elettrificazione dei trasporti.

I finanziamenti, secondo il Piano, proverranno innanzitutto (503 miliardi) dal prossimo bilancio pluriennale comunitario (la cifra corrisponde al 25% del totale), con in più 114 miliardi dai cofinanziamenti nazionali dei programmi comunitari; in secondo luogo, 145 miliardi proverranno dal Fondo per la transizione equa (di cui 100 miliardi fino al 2027); altri 279 miliardi di investimenti ulteriori saranno mobilitati dal settore privato e da quello pubblico grazie alle garanzie del programma comunitario "Invest Eu", e grazie ai prestiti della Banca europea degli investimenti (Bei); 25 miliardi, infine, saranno presi dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione Ets, ovvero dal "prezzo del carbonio" pagato dalle imprese responsabili delle emissioni.