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Commissione Ue propone di mantenere sospensione limiti indebitamento in 2023

Le bandiere dell'Unione europea davanti la sede della Commissione europea a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha proposto di mantenere la sospensione dei vincoli Ue sull'indebitamento pubblico nel 2023, in un contesto di grande incertezza economica e di forte rallentamento della crescita a causa dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.

Le regole di bilancio dell'Unione europea, il Patto di stabilità e crescita, sono state istituite per proteggere il valore dell'euro. Le norme sono state sospese all'inizio della pandemia nel 2020 per dare ai governi un margine di manovra per contrastare le ricadute economiche del Covid-19.

Le regole dovevano essere ripristinate nel 2023, ma i nuovi rischi per l'economia derivanti dalla guerra in Ucraina, l'ulteriore impennata dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari e l'impatto sulla fiducia dei consumatori e delle imprese hanno indotto la Commissione a riconsiderare la proposta.

La sospensione delle regole è chiamata nel gergo della Ue attivazione della clausola di salvaguardia generale.

"Le condizioni per mantenere la clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita nel 2023 e per disattivarla dal 2024 sono state soddisfatte", ha dichiarato la Commissione.

Questo mese la Commissione ha previsto che, a causa della guerra in Ucraina, la crescita economica della zona euro nel 2022 sarà del 2,7%, invece del 4,0% stimato a febbraio.

Tuttavia, gran parte della crescita sarà dovuta agli effetti di trascinamento del 2021, a segnalare nuove fragilità dell'economia causate della guerra in Ucraina.

"L'accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina, le impennate senza precedenti dei prezzi dell'energia e le continue perturbazioni sulle catene di approvvigionamento giustificano l'estensione della clausola di salvaguardia generale fino al 2023", ha dichiarato la Commissione.

Già a marzo il braccio esecutivo della Ue aveva dichiarato che non avrebbe applicato nel 2023 una delle regole più contestate, secondo la quale, qualora il rapporto debito pubblico/Pil superi la misura del 60%, i governi devono ridurlo mediamente di 1/20 all'anno per la parte eccedente tale misura.

Paesi come l'Italia, con un debito del 160% del Pil, o la Grecia, con oltre il 200%, non sarebbero semplicemente in grado di rispettarla.

I ministri delle Finanze della zona euro hanno anche concordato a marzo un moderato inasprimento della politica fiscale il prossimo anno dopo tre anni in cui sono stati iniettati miliardi nell'economia a causa della pandemia, ma anche di essere pronti con nuova liquidità qualora la guerra in Ucraina lo richiedesse.

Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha dichiarato ai giornalisti durante la riunione dei ministri del G7 di venerdì di non ritenere che i dati siano sufficientemente negativi da giustificare un altro anno di sospensione dei limiti di indebitamento e che il suo Paese non ne farà uso.

"Dal nostro punto di vista, i dati non sono tali da rendere assolutamente necessaria un'ulteriore revoca delle regole del Patto di Stabilità", ha dichiarato. "La Germania, in ogni caso, non ne farà uso".

(Tradotto da Michela Piersimoni, editing Sabina Suzzi)

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