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Comunicare la sostenibilità: in Italia ancora vecchi modelli

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 23 set. (askanews) - Fare buona impresa e farlo sapere: per comunicare la sostenibilità ci vogliono le parole giuste, giusti interlocutori, e l'impegno concreto delle organizzazioni che operano in modo sostenibile. Ma non tutte le realtà sostenibili comunicano in modo efficace. Ancora oggi, secondo un'indagine Astrarea condotta nel 2020, solo il 60% delle aziende che applicano pratiche di sostenibilità si occupa di comunicarlo all'esterno e solo il 35% lo fa coinvolgendo media specializzati o media generalisti. Il 79% delle informazioni restano così "imprigionate" nei siti aziendali o nei canali social aziendali (63%), e in definitiva circa un quarto delle imprese informano in modo saltuario e selettivo.

Il risultato è che i consumatori dimostrano ancora ben poca conoscenza delle attività di sostenibilità delle imprese, anche di quelle molto impegnate. Ma c'è una buona notizia: se da un lato sappiamo che le informazioni sulla sostenibilità di impresa sono ancora troppo poco diffuse, e legate a modelli che andrebbero superati, dall'altro risulta che le persone sarebbero interessate a saperne di più. L'ultima Global survey of corporate social responsibility and sustainability, condotta da Nielsen a livello globale intervistando 30.000 utenti internet in 60 Paesi, mostra infatti che il 66% dei consumatori a livello globale, e il 52% di quelli italiani, sarebbe disposto a pagare di più per un brand "responsabile". Tuttavia, in un'altra indagine condotta da Ipsos per Centromarca tra aprile e maggio 2021, su un campione rappresentativo di mille italiani fino a 75 anni, un consumatore su cinque ha ammesso di avere difficoltà a capire se un'azienda è davvero sostenibile o se fa solo "greenwashing".

Da qui deriva l'impegno ancora maggiore a cui sono chiamati i media: comunicare in modo più efficace, credibile e qualificante il valore reale dell'impegno delle aziende sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. È questo uno degli obiettivi de Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale, che per la sua edizione 2021 è affiancato da importanti media partner - Askanews, ADNKronos, BFC Forbes, Corriere della Sera Buone Notizie, Ciaopeople, EticaNews, IGPDecaux, Mark Up, StartupItalia, Vita - e media supporter - CSRoggi, Eco in città, Materia Rinnovabile, Nonsoloambiente, Smemolab, The Map Report, The Procurement.

"La comunicazione deve essere sempre chiara e trasparente. La chiarezza, ma anche la semplicità, consentono di arrivare alla testa e al cuore delle persone. Naturalmente una condizione fondamentale è la trasparenza che deve essere un obiettivo a cui tutte le organizzazioni devono tendere nella gestione del rapporto con gli stakeholder - afferma Rossella Sobrero, del gruppo promotore del Salone - Anche quest'anno il programma culturale offre molte occasioni per un confronto stimolante che ci auguriamo possa contribuire a far conoscere strategie e progetti delle organizzazioni responsabili.

L'appuntamento con la nona edizione nazionale del Salone della CSR e dell'innovazione sociale è a Milano, il 12 e 13 ottobre: incontri, presentazioni, dibattiti intorno alle tre C della CSR - concretezza, coerenza e collaborazione - insieme ai 230 protagonisti e 370 relatori che parteciperanno ai circa 100 eventi previsti nei due giorni. L'evento sarà in forma ibrida: tutti gli incontri si svolgeranno presso l'Università Bocconi con accesso del pubblico a numero limitato, e saranno trasmessi in diretta streaming sulla piattaforma dedicata. Sono aperte le iscrizioni ed è possibile scegliere se seguire l'evento online o partecipare in presenza (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale è promosso da Università Bocconi, CSR Manager Network, Global Compact Network Italia, ASVIS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Sodalitas, Unioncamere, Koinètica.

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